La musica è il mio miele. Intervista a Ramona

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Quanto può essere forte la musica? Così tanto da diventare più importante di ogni altro legame?

E’ anche di questo che parla la cantautrice ticinese Ramona nel suo ultimo album Le parole più semplici, un disco nato dai ricordi del passato e mosso da una passione per la musica che non conosce limiti o ragioni.

Ne abbiamo parlato un po’ con lei.

In Le parole più semplici, primo singolo del tuo nuovo album, chiedi di essere “compresa per tutti gli arrivi e perdonata per tutte le partenze”: che cosa ti porta ad allontanarti?
Diciamo che, la maggior parte delle volte,mi viene spontaneo allontanarmi quando mi rendo conto di non poter essere presente, come forse sarebbe giusto che fosse. So che ci sono delle regole da rispettare nella convivenza comune, ma appena mi sento il fiato sul collo di qualcuno, che mi impedisce di vivere la musica in piena libertà, con naturalezza e spensieratezza, ecco che scatta la molla, ed io scappo.

In Darei la vita parli di quei legami assoluti, in cui si arriva ad annullarsi per l’altra persona: quanto è importante mantenere la propria libertà? E quando capisci che il confine è stato superato?
Credo che ogni persona debba essere libera di sentirsi sempre se stessa, certamente mantenendo un comportamento rispettoso nei confronti degli altri. È vero pure che vi sono persone, che non si mettono in gioco per nessuno e preferiscono non smussare gli angoli, anche se questo, spesso, farebbe bene per un miglioramento e una maturazione della propria conoscenza interiore. Il limite viene superato quando sopraggiunge l’indifferenza, che è la peggior nemica di qualsiasi rapporto umano.

La musica può sostituire l’amore?
La musica è un componente dell’amore, ogni cosa deve camminare parallela e non una dietro l’altra.

E chi è più forte: l’amore o la musica?
La musica… perché quando presi la decisione di fare una pausa, ho sofferto come se avessi perso un amore.

Nel disco si parla spesso anche di ricordi: che importanza hanno per te?
Direi che i ricordi sono sempre importati, belli o brutti che siano, sono comunque dei pensieri che ogni tanto ci piace rispolverare, forse per capire, forse per confrontare i tempi presenti, ma l’importante è che rimangano dei ricordi e non delle ossessioni.

Nella tua carriera hai più volte abbandonato la musica, ma se sei sempre tornata indietro: come sarebbe la tua vita senza le canzoni?
Sarebbe come togliere il miele all’orso.

Scrivere canzoni può avere una funziona terapeutica o, meglio, può aiutare a conoscersi meglio?
Sì, forse neanche tanto a conoscersi, ma a smaltire tutte quelle energie che ci teniamo dentro e che molte volte ci fanno male alla salute. Scrivere le proprie emozioni aiuta a rimanere sereni con se stessi.

Già da qualche anno segui i ragazzi del Villaggio della Musica nel loro percorso di studio. Come giudichi i talent show televisivi che vanno alla ricerca delle nuove star della musica? Sono reali opportunità?
Non mi piace esprimermi su chi organizza i Talent, anche perché alla fine chi vi partecipa decide della propria vita. Di sicuro però hanno creato un po’ di confusione nel mondo della discografia. Di Talent ce ne sono forse troppi, e troppi ragazzi vengono dati in pasto ai media per un tempo abbastanza limitato, perché poi non reggono i ritmi sfrenati che soltanto un buon periodo di gavetta può aiutare a sostenere.

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