La terza repubblica dei Tazenda. Intervista a Gino Marielli

Tazenda_3_foto di SR Studio

Il 2013 è stato un anno decisamente denso di novità per i Tazenda, la band di folk rock più famosa d’Italia: l’arrivo del nuovo cantante, Nicola Nite, il passaggio a una nuova etichetta discografica e ora la pubblicazione di Il respiro del silenzio, il nuovo singolo. Firmato dalla prestigiosa penna di Mogol, il pezzo si avvale anche della collaborazione di Kekko Silvestre, voce dei Modà.

Una vera rinascita per la band sarda, fra le più celebri e apprezzate nel nostro paese, come conferma Gino Marielli, lo storico chitarrista, che ci ha parlato di presente, passato e futuro del gruppo.

Avete definito il vostro nuovo singolo, Il respiro del silenzio, una “bambina viziata”: che cosa non permetteva alla canzone di completarsi? E come siete riusciti ad arrivare al risultato definitivo, quello che vi ha convinti?

Ci sono canzoni che nascono e si lasciano domare da subito. Altre che non ne vogliono sapere. Questa è stata veramente tosta, ma alla fine l’abbiamo stesa. Per tale bisbetica abbiamo scomodato, tra i tanti, anche due domatori di lusso: Mogol e Kekko dei Modà. Ora è educata e vestita in modo corretto. Pronta per il ballo delle debuttanti. (rido…)

Con Kekko e i Modà avevate già duettato in Cuore e vento: come è avvenuto il vostro incontro? Avete già in mente altri progetti insieme? E la partecipazione di Kekko ha inciso molto su questo brano?

Kekko si è posto con noi nel modo migliore che si possa immaginare: come un amico e come un musicista. Come si dice nel mondo del calcio “uno di noi”. Ci siamo incontrati per la loro Cuore e vento e poi da sardi abbiamo ricambiato l’ospitalità in Il respiro del silenzio. Ci siamo trovati talmente bene che sicuramente non finirà qui la collaborazione.

Nel testo del brano, scritto da Mogol, si parla di una stretta unione, quasi una fusione con un bosco, la natura: da dove è partita l’idea? Forse è un azzardo, ma sbaglio a vederci qualche eco d’dannunziana memoria?

Per Mogol c’è una storia lunga e diversa. Ci conosciamo da tanti anni, ma non c’era mai stata la giusta occasione per collaborare. Ora i tempi sono maturi e noi abbiamo colto al volo questa magia. Le sua parole con le nostre melodia. Roba da far invidia a qualunque ragazzo che componga musica. Il testo è una riflessione sulla condizione di solitudine interiore che prelude ad una ricerca della parte profonda o divina che dimora in fondo al nostro inconscio o alla nostra anima. Il bosco, inteso quale codice simbolico, come giustamente dici tu, può essere accostato tranquillamente alle meditazioni dannunziane.

Tazenda_Il respiro del silenzio

Il 2013 ha segnato per voi l’arrivo di Nicola Nite in veste di nuovo cantante e il passaggio a una nuova etichetta, la Rusty Records: possiamo parlare di una nuova fase, un nuovo inizio per i Tazenda?

Ripartire non è mai facile, ma a noi per ora sembra stia portando bene. Nuova linfa e nuovi stimoli.

La nuova casa discografica Rusty Records, il nuovo cantante Nicola Nite e le nuove collaborazioni con i Modà e Mogol ci stanno aiutando ad affrontare al meglio il cambiamento di questa “terza repubblica” dei Tazenda.

Dal nuovo cantante volevamo una grande professionalità insieme ad una sensibilità artistica. L’entusiasmo di gettarsi a capofitto nell’ardito progetto Tazenda è una prerogativa che non doveva assolutamente mancare in questa fase delicata. Questo è ciò che abbiamo trovato in questo ragazzo della Riviera del Corallo.

Se riguardate i vostri inizi, come vi sentite cambiati nel corso di tutti questi anni?

Eravamo tre ragazzi timidi, ma coraggiosi. Questo ossimoro caratteriale ci ha resi umili ma curiosi. Esploratori, ma al contempo attaccati alle radici. Un mix che ci ha permesso di auto-inventarci. Ora “passeggiamo” insieme alla nostra creatura cercando di preservarla dal tritatutto dell’attuale sistema discografico, ma allo stesso tempo la portiamo spesso a fare un giro per i rutilanti megastore mediatici, così che possa sempre essere aggiornata su tutto ciò che accade nel mondo della musica per coglierne solo le istanze utili alla sua crescita e difendersi dal troppo invitante rumore di plastica colorata che ci circonda.

All’orizzonte c’è anche un nuovo album? Avete già definito il progetto?

Entro il 2014 abbiamo un obiettivo: almeno dodici canzoni da liberare in alto nel cielo come colombe bianche di purezza creativa.

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