Nightwish un anno dopo: Anette Olzon torna a parlare

nightwishannette

C’eravamo poco amati.

Potrebbe suonare più o meno così il riassunto della breve storia tra Annette Olzon e i Nightwish, la symphonic metal band più famosa del pianeta.

Come noto infatti, nell’ottobre 2012 il gruppo aveva annunciato l’abbandono della cantante, arrivata solo cinque anni prima dopo la dipartita della sempre rimpianta (almeno dai fan…) Tarja Turunen.

A giustificare il fatto, all’epoca si era parlato di un comportamento poco rispettoso dei membri del gruppo nei confronti della Olzon, che non avrebbe gradito di essere stata sostituita senza preavviso durante il tour in Sud America nel periodo in cui fu costretta a restare in ospedale per indisposizione. Al suo posto infatti fu chiamata la ex After Foreve Floor Jansen, prima in via provvisoria, poi di fatto divenuta la nuova voce della band (non è un caso che il CD dell’ultimo tour Showtime, Storytime, pubblicato poche settimane fa, abbia già alla voce il nuovo acquisto).

Ora, a più di un anno dal fattaccio, la Olzon torna a farsi sentire: stando a quanto da lei dichiarato, la scelta di lasciare il gruppo non sarebbe stata sua, ma dei compagni, dopo aver  appreso della sua gravidanza. Non un abbandono quindi, ma un licenziamento bello e buono.

Dal canto loro, i Nightwish hanno replicato affermando che la versione fornita dalla vocalist sarebbe “piena di verità distorte e diffamazioni.

Abbiamo scoperto che la sua personalità non si adattava a questo collettivo di lavoro e lo danneggiava. Anette ci aveva detto della gravidanza una settimana prima a Montreal. Tutti ci siamo congratulati e Anette stessa ha offerto l’opzione di prendere una cantante che la sostituisse nel caso lei non riuscisse e seguire gli impegni e tutti erano d’accordo. Poi poco dopo ha cambiato idea e i problemi sono iniziati”.

A tutto ciò andrebbero aggiunte scomode questioni economiche: i membri del gruppo si sarebbero spartiti i guadagni lasciando alla cantante solo le briciole. Tutto falso, rispondono dall’altra parte: tutti i guadagni erano spartiti in parti uguali e ogni decisione veniva presa di comune accordo.

Dove stia la verità è difficile dirlo, e ormai sarebbe anche inutile. Quel che è chiaro a tutti è che il più grosso passo falso (per usare un eufemismo…) i Nightwish l’hanno commesso nel 2005, quando si sono lasciati sfuggire quel gioiellino di Tarja, anche lei allontana per presunte “incompatibilità con lo spirito della band”.

Peccato solo che mentre Tarja si sia ricostruita una carriera solista, i Nightwish siano rimasti a malapena a galla con una cantante mediocre che non è mai stata digerita davvero dal pubblico.

Adesso è il turno della Jensen. Durerà?

nightwish 2013

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