Sesso, John e rock’n’roll. Parola di Paul McCartney

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L’amico Paul è un fiume in piena.

In un’esclusiva intervista sul numero di gennaio del mensile Rolling Stone  (in edicola dal 10), il baronetto si è lasciato andare a dichiarazioni generose e quanto meno sorprendenti. Soprattutto sul collega John Lennon. Sapevate che i due collaborano ancora insieme??

Ebbene sì! «Quando non sono sicuro di una cosa la passo a John. Lui mi dice: “No amico, questo non lo puoi fare”. “Va bene, hai ragione. E se facessi così?”. “Molto meglio”. Insomma, ne discuto con lui come se fosse ancora con me. È una cosa molto importante, lo faccio spesso, è un’abitudine che non voglio perdere».

McCartney prosegue poi raccontando di come abbia sempre trovato scomodo il confronto tra lui, il “buono” del gruppo, e Lennon, considerato già in vita una leggenda, nonché un genio. Paul non ci sta ad essere considerato solo la sua spalla, e soprattutto non vuole più apparire come il giglio di campo immacolato dei Fab Four: «Direi che sono abbastanza ossessionato dall’argomento sesso», dice. E ricorda quando da ragazzino a Liverpool faceva di tutto con i suoi amici per tirare su i soldi e comprare qualsiasi giornale che avesse foto di donne nude«Andava bene qualsiasi cosa. Ce n’era uno che si chiamava Health & Efficiency, che titolo affascinante! Era una rivista che parlava di nudismo e naturismo, ma a noi interessavano solo le foto di donne nude. Una volta ho fatto anche il baby-sitter per guadagnare qualcosa e, mentre ero solo in casa con il bambino, mi sono messo a guardare nella libreria dei genitori. C’era un manuale di educazione sessuale, una cosa che a casa mia non c’era. Evidentemente erano dei genitori molto liberali, anche se non mi ricordo chi erano. L’ho aperto e ho visto cose come il Monte di Venere che hanno incendiato all’istante la mia fantasia di adolescente. E non è cambiato molto da allora». 

Il sesso poi è un tema che negli anni è stato ben presente nelle sue canzonida Why Don’t We Do It in the Road? (una sorta di manifesto del tipo “libero sesso in libero stato”) a Eat at Home del 1971 o Nod Your Head del 2007, facilmente interpretabile come un fervente omaggio al sesso orale («Se ci fosse un processo contro di me per perversione sessuale, quella sarebbe sicuramente una prova. Ma io negherei con forza!»), fino a New, l’ultimo lavoro uscito nel 2013.

Non mancano poi i buoni propositi di riappacificazione, a partire da Yoko Ono: «Penso sempre a quello che mi direbbe George: “Paul, non vuoi lasciare in giro nella tua vita queste cose”».
Dal perdono è però escluso Mark David Chapman (l’uomo che l’8 dicembre 1980 uccise a Lennon, ndr): «Penso che potrei perdonare chiunque, ma non vedo perché dovrei perdonare lui. È una persona che ha fatto una cosa completamente folle e definitiva, perché dovrei gratificarlo con il mio perdono?».

Serve aggiungere altro?

La messa è finita. Andate in pace

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