Recensione: Shantel. Anarchy + Romance

anarchy+romance cover_small

Prima di mettervi all’ascolto di questo disco dovete seguire un paio di accorgimenti: tirate fuori dal frigo una bottiglia di birra e mettevi comodi, magari a piedi scalzi. E preparatevi a ballare.

Anarchy + Romance è un album vivo.

Il produttore e dj tedesco Stefan Hantel, conosciuto dal pubblico come Shantel, si è voluto divertire.  Lo ha sempre fatto, insieme alla fedele Bucovina Club Orkestar, ma stavolta ha proprio liberato il suo estro.

FASE. 15 tracce (di fatto 14, perchè l’ultima non è altro che una versione alternativa di The Kiez Is Alright) che mischiano piacevolmente l’elettronica e i suoni garage con melodie e impasti gitani e balcanici. Come suo solito, il “guaglione di Germania” è andato ben al di là dei confini nazionali e ha raccolto i sapori dall’Europa dell’Est rimodellandoli a suo gusto e misura. Il risultano sono una serie di brani che, salvo rari momenti, reggono alla grande l’ascolto e invitano a liberare la testa dai pensieri. Take It Easy insomma! Polleggia, si direbbe in gergo urbano!

Ghost Town, brano d’apertura, è forse uno dei momenti più melanconici, ma è un po’ come quei nuvoloni scuri che compaiono a volte all’orizzonte negli afosi pomeriggi d’agosto: forse pioverà, ma non per questo la festa si dovrà fermare. Lo stesso vale per Golden, che vede tra l’altro la presenza di Cherilyn MacNeil, cantante e fondatrice dei sudafricani Dear Reader.

All The Glamour Has Gone suona un po’ come i Gogol Bordello immersi nell’acido e, dato il tema, sarebbe adattissima su un catwalk, magari a tinte hipster.

Energico il tiro di Paranoia Bunk e Your Noise Is Punk, frizzanti i colori gitani di No More Butterflies, che a dispetto di un titolo leggermente ombroso continua il viaggio danzereccio e caciarone.

Quasi un karma Lenny Soda, con Emma Greenfield.

A staccare è The Kiez Is Alright, dal carattere decisamente più groove e urban. Letkis – A Touch of Beauty, con il supporto della Ronnie Orkesteri Kranck, regala invece un tocco vagamente circense.

Shantel_DJSession_PhotoMatthiasHombauer

Tra ritmi sincopati, spruzzatine di jazz, tinte balcaniche e gitane ed elettronica europea, senza tralasciare un ricordo vintage, Anarchy + Romance è un bellissimo esempio di contaminazione di generi e stili. Proprio come succede in quelle bancarelle di spezie, dove accanto alla cannella e allo zenzero ci sono lo zafferano, poi la curcuma, la menta e la paprika: non capisci bene che profumo ci sia nell’aria, ma capisci che il mix è buono.

E adesso mi è venuta una gran voglia di gulasch….

CONTROFASE. Cosa non funziona allora in Anarchy + Romance? A dir la verità nulla di preciso. Tutte le ruote girano bene. E’ un album onesto e generoso. Se si dovesse valutare con le stelline, se ne porterebbe a casa 4 su 5, e a decimali si meriterebbe un 8/10.

C’è solo quel famoso “qualcosa” (“quid” direbbero i più istruiti) che non fa gridare al capolavoro.

In ogni caso, take it easy!

Anzi, stay pollege!

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