Rane Concave: “Musica a Zona” – Welcome to the Progressive Show! – 2014

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Di solito si recensiscono dischi di gruppi affermati, registrati con le ultime tecnologie, proiezioni di vendita infinite….ma la musica e le canzoni?
“Musica a zona” , cd autoprodotto dalle Rane Concave, un progetto di Fabrizio Sagoni con l’aiuto di un gruppo di amici , appassionati per il prog. e la musica degli anni ’70, è un viaggio, anzi, una specie di visita immaginaria al museo del progressive dove, passando nelle varie sale, si possono ammirare (in questo caso ascoltare) i capolavori custoditi : atmosfere tipiche di Jethro Tull, P.F.M., Yes, Gentle Giant, Genesis  ma anche Frank Zappa e Pat Metheny, con i suoni che si rincorrono, che avvolgono, sorprendono, che cambiano di colore ed intensità attraversando le stanze di questa galleria d’arte virtuale della musica.

E’ veramente apprezzabile che la passione per la musica e il suo valore, nella vita di tutti i giorni,  possa portare ad un prodotto del genere.
Per questo mi sono fatto raccontare tutto dall’inizio, o quasi, con poche aggiunte…. buona lettura!

Nel 1974 frequentavamo il II° Liceo Artistico Statale di Roma. I corridoi erano punti di incontro e scambi culturali, sembrava di essere cresciuti in fretta dall’ultimo giorno di scuola media, si parlava di musica e così tutto è iniziato. Qualcuno di noi già strimpellava e allora formai il gruppo che si chiamava “Mamma Magica”, in onore ad un brano del grande Frank Zappa.
Si provava e la strumentazione era decisamente poco professionale per l’epoca. Impianto voce Meazzi di metallo arruginito, l’eco a nastro che funzionava solo a volte; per non parlare della batteria di Giorgio, una Olympic (le pelli di ricambio erano praticamente introvabili); la custodia della mia chitarra era di cartone (una E-Ros!) e quella di Renato (una Eko X-27) aveva le corde che spesso si incastravano tra le viti dei pick up e producevano frequenze stranissime (al confronto Syd Barrett era musica new age!).
In seguito si unirono Fulvio al basso e Michele al flauto. La formazione era completa: una vera e propria folk prog band (novelli Jethro Tull?). Probabile!

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Le intenzioni erano quelle.. e dopo un paio di concerti liceali avevamo prodotto e suonato i brani :  “Una città” e “Metropolis”.

Finito il liceo ci perdemmo di vista per 30 anni! Chi alla facoltà di architettura, qualcuno che aveva smesso proprio, quando nel 2000 circa, incontrai Fulvio per caso e ricominciammo a suonare insieme. Un giorno Fulvio trovò un filmino super 8 di una nostra esibizione del tempo. Fu un segno del destino o semplicemente un ritorno dopo un lungo viaggio, al punto di partenza.
Con un pò di fortuna ritrovai tutti i vecchi compagni e così il gruppo si è ricomposto. Ovviamente ora ci chiamiamo Rane Concave (nato da una vera riflessione conseguente l’ascolto di alcune ranocchie sui bordi di un laghetto di campagna in toscana).

I componenti del gruppo attuale sono : Fabrizio (voce e chitarre), Renato (chitarre), Giorgio (batteria), Davide (basso e figlio di Renato che ha sostituito Fulvio che non c’è più), Alfredo (tastiere e voce), Rossella (voce),Domenico (flauto), Marco (trombone, sax e flauti) e Stefano (chitarre, tastiere e voce).

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Cresciuti a pane e progressive e influenzati da gruppi ,come dicevo all’inizio dell’articolo, del calibro di  Gentle Giant, Genesis, King Crimson, Yes, PFM, Orme (solo per citarne alcuni), i brani delle Rane Concave sono caratterizzati da un lavoro di equipe, nessuno emerge ma tutti partecipano, una sorta appunto di “Musica a zona” dove si nota subito l’equilibrio tra strumenti elettrici ed acustici, una cura particolare nell’organizzazione dei brani, tempi dispari, dissonanze…..mai fine a se stessi…..!

Il disco contiene 8 tracce e una ghost track (veramente bella e intrigante), di cui tre al di sopra degli 11 minuti come durata, tra le quali “Il Castello”, “Il Corvo”, “Stravinsky” , “La Biblioteca” ; puro progressive rock a 360° suonato con gusto e perizia tecnica che farà la gioia degli amanti del genere e spero possa incuriosire anche quelli che pensano che “senza la musica la vita sarebbe un errore” e di sicuro lo sarebbe se il lavoro fatto di passione e tenacia delle Rane Concave passasse inosservato.
Supportate la buona musica e siate curiosi.

Info su facebook : RaneConcave
(Credits: Achille Records Home Made 2014 – Sagoni/Penolazzi/Peticchia/De Donno/Orfei/Venturi/Orioli)

 

Giuseppe Bellobuono

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