INTERVISTA A BIGGIE BASH DEI BOOM DA BASH

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Intervista a Biggie Bash dei Boom Da Bash

La reggae band salentina ha già ottenuto oltre 200mila visualizzazioni su youtube con il videoclip del singolo “L’importante” feat. Otto Ohm. Intanto è partito il tour #MAMMALACAPU che farà tappa in molte città italiane e vedrà impegnato il gruppo per tutta l’estate.

Il #MAMMALACAPU SUMMER TOUR 2014 è partito il 15 giugno da Cutrofiano, in Salento, e il 19 ha fatto tappa a Milano: come sta andando e cosa vi aspetta?

A Cutrofiano, prima data ufficiale del tour, è andata benissimo, si sono registrate più di 5mila presenze quindi, come si dice in gergo, è stato un inizio col botto. A Milano, poi, c’è stata una bellissima festa in piscina. Per noi salentini, che siamo abituati più alle feste in spiaggia, era una situazione davvero surreale. C’era tutta questa gente che cantava i nostri pezzi e che ballava in acqua…Per il resto ci aspetta un’estate bella carica, piena di date, sono già previste una ventina di tappe in tutt’Italia e altre se ne stanno aggiungendo. Saremo a Roma il 28 giugno, a Gallipoli l’11 agosto, poi torneremo a Milano il 30 agosto. Comunque per gli aggiornamenti si può fare riferimento alla nostra pagina http://www.facebook.com/boomdabashsound. #MAMMALACAPU, per chi non avesse dimestichezza con il gergo giovanile salentino, è un’espressione che sta a indicare stupore e incredulità (ndr).

Il nuovo singolo “L’importante” è un remake della canzone “Amore al terzo piano” degli Otto Ohm e vede anche la collaborazione di Andrea Leuzzi, in arte Bove. Come mai questa scelta?

Un anno fa abbiamo conosciuto casualmente Bove, voce degli Otto Ohm. Noi siamo sempre stati grandi fan del gruppo, fin da giovincelli, così abbiamo deciso quasi istantaneamente di collaborare e di fare un pezzo insieme. “Amore al terzo piano” è per noi è una hit senza tempo, parte del patrimonio della musica italiana. Quindi abbiamo chiesto ai ragazzi di poterla rivisitare, ce l’hanno permesso e ora siamo molto contenti di come sta andando.

“L’importante” è quello che in gergo viene definito un “lover”, un pezzo con un concept sentimentale?

È un lover, hai detto bene, anche se leggermente diverso dai classici lover dei Boom Da Bash perché, rispetto alle vecchie produzioni, è molto più maturo. Anche l’originale degli Otto Ohm era un lover, quindi abbiamo voluto mantenere il mood generale, riarrangiandolo con il sound dei Boom Da Bash.

Quali sono gli ingredienti del vostro sound?

Quando ascolti i pezzi dei Boom Da Bash non percepisci solo il reggae ma anche l’elettronica, l’hip hop, perché i membri dei Boom Da Bash vengono da panorami diversi. C’è chi arriva dal punk, chi dall’hip hop, chi dalla scuola reggae salentina, eccetera. Quindi è un reggae molto contaminato da altri generi musicali, anche lontani. Penso che questa sia una delle peculiarità del nostro sound.

Quanto alle sperimentazioni, ci sono elementi di novità nel singolo “L’importante” e nei pezzi a cui state lavorando?

Sì, per gli accordi in levare abbiamo usato la chitarra acustica, mentre di solito, nel reggae classico, si utilizza quella elettrica. In questo caso, abbiamo voluto avvicinarci al suono degli Otto Ohm. Adesso stiamo lavorando al nuovo disco che non vedrà la luce prima del 2015. Lo stiamo impostando su un concept ancora diverso. Ci sono alcuni nostri fan affezionati al nostro sound delle origini, altri più legati alla nostra parte “fresh”. Nel nuovo disco cercheremo di far emergere sia i Boom Da Bash di otto anni fa sia i Boom Da Bash attuali.

Oltre al sound, un’altra vostra peculiarità è l’utilizzo di più lingue nello stesso pezzo. “L’importante” è cantata in italiano, inglese, dialetto salentino e patois giamaicano. Perché?

Il fatto di avere due cantanti, uno che utilizza il dialetto salentino e l’altro che usa l’inglese e il patois giamaicano, è una delle nostre principali caratteristiche. All’inizio questo mix veniva visto come un limite, poi è diventata una nostra peculiarità. È anche un modo anche per arrivare a più orecchie possibile. Molti ci seguono da oltreoceano, dal Messico, dall’America. Magari non riescono capire tutto ma comprendono quello che dico io in inglese o in patois. Che tu sia italiano o no, capisci il mood dei nostri pezzi, di cosa si parla. E questo è un punto di forza per noi.

C’è quindi una forte spinta all’internazionalizzazione: dove vi piacerebbe lavorare in futuro al di fuori dell’Italia?

Ovviamente in America. In Giamaica, invece, ci andrei a fare solo determinate cose. Se dovessi comporre dei pezzi con un suono molto roots, giamaicano, old style, lo andrei a produrre sicuramente in Giamaica. Ma per quel che riguarda i pezzi più contaminati e “moderni”, penso che l’America sia il top, al momento, a livello di sound engineering. Tutto il mondo è influenzato dal mercato americano. La mia Mecca musicale, quindi, più che la Giamaica, è l’America.

Salentu da amare Salentu porta l’amore… il nuovo singolo può essere letto anche come una dedica alla terra salentina?

Tutto quello che facciamo lo consideriamo un omaggio al Salento perché, essendo salentini, questa terra è sempre presente nel nostro lavoro. Il pezzo, poi, parla di un colpo di fulmine e può essere inteso come un inno alla sincerità, nei rapporti di amicizia come in quelli più profondi. Spesso, infatti, non ci vuole granché perché due persone si ritrovino.

Questo è un singolo spensierato che guarda all’estate che arriva, ma di solito siete molto attenti alle tematiche sociali e alla situazione italiana. Pensi che la vostra musica debba denunciare ciò che non va nel Paese?

Assolutamente sì, perché la musica reggae nasce per farsi portavoce di determinati disagi. Noi non amiamo definirci “politicamente impegnati” ma “socialmente attivi”. Nel senso che la missione di chi fa musica reggae, secondo noi, è di raccontare alla gente anche quelle cose di cui non si vorrebbe parlare. Senza dare giudizi, ma presentando la verità così com’è. Ognuno poi è libero di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Non vogliamo fare propaganda. Siamo impegnati socialmente come penso debba essere ogni artista in questo particolare momento storico del Paese, non certo tra i più rosei. Al di là del genere musicale e del lavoro che uno fa, tutti dovrebbero rimboccarsi le maniche, in particolar modo chi ha la possibilità di parlare a una grande massa di persone. Vogliamo fare qualcosa per uscire dalla melma in cui ci troviamo, e siamo immersi fino al collo. Diamoci una mano e facciamo fronte comune: questo è il messaggio.

L’ultimo album, “Superheroes”, è dedicato ai “supereroi” della quotidianità?

Sì, a tutte quelle categorie di persone che negli ultimi anni il Governo sta bastonando senza pietà: dagli operai precari alla popolazione di Taranto a cui siamo vicini per la questione dell’Ilva (la grande acciaieria al centro della cronaca per le malattie e le morti causate probabilmente dall’inquinamento).

Avete già pensato a future collaborazioni? Ho letto che vi piacerebbe lavorare con Nina Zilli…

Magari! Per noi, è una delle voci più belle del panorama italiano. La musica di Nina è contaminata dal reggae, dal roots ecc. E’ un’artista che entra perfettamente nelle nostre corde. Questo è un sogno nel cassetto che forse un giorno realizzeremo. Per quanto riguarda altre ipotetiche collaborazioni, invece, ci stiamo ancora riflettendo.

Quali gruppi hanno influenzato la vostra musica? A chi vi ispirate?

Innanzitutto, essendo un gruppo salentino, non possiamo non avere nel nostro dna artistico i Sud Sound System che, con la loro musica, in questi vent’anni, hanno arricchito il nostro bagaglio. Tra gli artisti che stimo tantissimo c’è Gentleman, reggae singer tedesco famoso in tutto il mondo. È uno dei miei idoli. E poi Damian Marley, uno dei figli di Bob Marley, il più talentuoso a mio parere. Anche lui fa un reggae molto contaminato, americanizzato, mi ci ritrovo particolarmente.

Quanto al videoclip del singolo “L’importante”, diretto da Luca Tartaglia, che ha superato le 200mila visualizzazioni: è ispirato liberamente al film “Love Actually”?

Sì, ci piaceva la scena, ripresa dal film, del corteggiamento, quando il protagonista va a casa della ragazza (che abita col fidanzato) e le dedica il pezzo facendo scorrere le parole su un cartello, senza dire nulla. E’ stato girato sul lungomare di Brindisi, in uno dei più bei lidi della costa brindisina che è il Guna Beach. Con Luca abbiamo già lavorato tantissime volte: per “Danger”, uscita fortunata di due anni fa, e per “Sunshine reggae”, il singolo che ha lanciato l’album “Superheroes”, uscito nel giugno scorso. In questi anni abbiamo avuto modo di collaborare con tanti registi bravissimi, dai ragazzi di Undervilla a Mauro Russo, ognuno ha le sue peculiarità e Luca secondo me era perfetto per questo pezzo. Siamo davvero soddisfatti, a mio giudizio è uno dei più bei videoclip che abbiamo mai girato.

Michela Crippa

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