Manu Chao a Trieste: foto e report del concerto del 27 giugno 2014

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Un’avventura inattesa quella che mi aspettava il 27 giugno a Borgo Grotta Gigante, in occasione della prima data italiana del tour di Manu Chao. Nonostante la proposta sia arrivata all’ultimo e la meta non fosse vicinissima, ha prevalso la voglia di partire: con altri tre avventurieri abbiamo lasciato Milano alla volta del Friuli Venezia Giulia e, dopo cinque-sei ore di viaggio, siamo arrivati sul posto giusto in tempo per l’inizio del concerto. I gruppi di supporto, Elvis Jackson e Playa Desnuda, avevano già suonato e l’atmosfera era carica di attesa. Ad accogliere Manu Chao c’erano 13mila fan scatenati, molti venuti anche da oltreconfine, qualcuno perfino da oltreoceano.

Per la sua prima apparizione italiana del 2014, il cantautore franco-spagnolo amato in tutto il mondo ha scelto una città di frontiera: Trieste, a un passo dalla Slovenia. Accompagnato dal suo bassista storico Jean Michel Gambeat, dal chitarrista Madjid Fahem e dal batterista David Bourguignon, ha prima fatto tappa in Turchia, Grecia e Romania con il tour “La Ventura” che ora approderà anche in Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Spagna e Polonia per poi tornare in Italia: a Gallipoli, nei pressi di Parco Gondar, il 5 agosto, e a Marina di Pisa, in Piazza Viviani, il 12.

Cantautore tra i più impegnati socialmente, Manu Chao è nato a Parigi nel 1961 da padre spagnolo e madre basca. È diventato presto un’icona del “Popolo di Seattle”, ed è considerato da molti peruviani, boliviani, ecuadoriani e messicani il “Bob Dylan latinoamericano”. A Borgo Grotta Gigante ha regalato una serata di grande musica. I fan si sono scatenati fino a tarda notte travolti dall’energia inesauribile del gruppo. Tra i primi pezzi in scaletta anche “Clandestino”, classico che ha conquistato tutto il mondo, e “La vita tombola”, dedicata a Diego Armando Maradona. E poi ancora: “La primavera” e “Que paso que paso”.

Arrivati ai bis, il ritmo si è fatto ancora più travolgente. Il pubblico è impazzito sulle note di “Bienvenida a Tijuana”, città che rappresenta il sogno americano di chi fugge dal Messico, e “Desaparecido”, pezzo malinconico e bellissimo, entrambi contenuti nell’album di esordio “Clandestino”. Poi è stata la volta di un altro brano storico: “Mala Vida”, singolo che decretò il successo nel 1988 dei “Mano Negra”, il gruppo francese di cui Manu Chao è stato la voce. E infine: “Senor Matanza”, “La Vacaloca”, “T.e.s.m.a.” e “El Hoyo” prima del commiato finale con la buona notte e l’immancabile augurio: “Hasta la victoria siempre”.

Michela Crippa

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