CHEAP WINE “Beggar Town” Autoproduzione 2014

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Decimo album di una discografia iniziata nel 1996, “Beggar Town” dei Cheap Wine giunge dopo 2 anni dal precedente album e conferma lo stato di grazia della band.

Originari di Pesaro, con il nome ispirato da una canzone dei Green On Red presente sul loro “Gravity Talks”, una lunga attivita’ live non solo in Italia e profonda ammirazione per il rock americano in tutte le sue forme, i Cheap Wine sono oggi una delle piu’ importanti realta’ della scena indipendente  italiana.

Questa nuova avventura discografica non trascura le originarie influenze del rock made in Usa ma allarga la prospettiva mantenendo ferma la convinzione che ogni canzone non e’ solo musica ma anche testi e storie raccontate. “I personaggi di “Based On Lies” uscito nel 2012 apparivano sconvolti dal peggioramento catastrofico delle loro condizioni di vita determinato dalla crisi economica. – raccontano i Cheap Wine – Le figure di “Beggar town” devono invece fare i conti con il nulla che e’ rimasto sotto i loro piedi, con luoghi di desolazione e smarrimento e con una prospettiva che prevede un dura e sfibrante lotta per la sopravvivenza”.

Foto Marcello Sparaventi

Foto Marcello Sparaventi

Gia’ l’iniziale “Fog on the highway”, tra impeccabili “duelli” tra piano e chitarra solista racconta episodi di vita di/in strada (“dove anime nude e idioti travestiti/cercano uno sprazzo di luce ) che costituiscono il tema anche della successiva “Muddy hopes”, suoni di puro rock americano con la voce di Marco Diamantini che qui ci ricorda da vicino quella di Leonard Cohen ( Sogni abbandonati fra le lenzuola, / nel triste squallore di una stanza di motel./Sei solo un giocattolo, bamboccio dimenticato” /è la scritta vergata da un rossetto/ su quel muro grigio e logoro.) .

La title track “Beggar Town”, per la cui promozione e’ stato realizzato anche un splendido video, e’ un ulteriore esempio di rock on the road accattivante e coinvolgente ( C’è una città dove la polvere si infiamma/ e cade dal cielo come una pioggia di fuoco (…) E’ lì che vai quando la speranza è morta,/ quando nessuno è più dalla tua parte.) mentre piu’ meditativa e ancora coheniana e’ “Lifeboat” (Non c’è tempo per chiedere perché./ Non c’è tempo per dire addio./ Prenderò una scialuppa di salvataggio/ e mi lascerò tutto alle spalle.) che precede “Your time is right now”, perfetto episodio di power guitar sound, ispirato dalla psichedelia e dai suoni a cavallo tra fine anni sessanta/inizio anni ottanta e che lascia ampio spazio alla libera espressione dei singoli musicisti ed in particolare al virtuosismo di Michele Diamantini alla chitarra elettrica. Molto West Coast “Keep on playing” (In ogni caso, continuerò a suonare./ Perchè ho bisogno di cantare/ una canzone per essere felice.).

Delle altre tracce non possiamo trascurare “Utrillo’s Wine”, ispirata ad un episodio realmente accaduto al pittore francese Maurice Utrillo e “Destination Nowhere”, che con ampio uso di wha wha e richiami funk jazz  narra una storia purtroppo molto comune ai giorni nostri, di uomini che hanno perso tutto ma che conservano il sogno di risorgere un giorno o l’altro. “Black Man”, e’ un brano rock grezzo appassionato e appassionante, e la conclusiva “The fairy has your wings”, struggente ballata dedicata a Valeria (Le tue ali sono così deboli,/ come farai a volare? “) amica del gruppo “che e’ sempre stata con noi e sempre lo sara’, anche dall’immensita’ del cielo”.

“Beggar Town” non e’ quindi un semplice disco rock: e’ un racconto della vita ai giorni nostri a cui la musica dei Cheap Wine fornisce un eccellente colonna sonora. Ed a testimonianza di tutto questo la presenza, nel booklet allegato al cd, di tutti i testi (rigorosamente in inglese) tradotti in italiano affinche’ nulla di cio’ che si vuole raccontare possa andare perso. Di certo un disco che non puo’ mancare nella collezione di chi ama il rock suonato con grinta e passione.

Karlo Pulici

Cheap Wine Official Site

TRACKS LIST :

1. Fog on the highway
2. Muddy hopes
3. Beggar town
4. Lifeboat
5. Your time is right now
6. Keep on playing
7. Claim the sun
8. Utrillo’s wine
9. Destination nowhere
10. Black man
11. I am the scar
12. The fairy has your wings (for Valeria)

CREDITS :

Marco Diamantini: chitarra, voce, armonica a bocca
Michele Diamantini: chitarra elettrica e chitarra acustica
Alessandro “Fruscio” Grazioli: basso
Alan Giannini: batteria
Alessio Raffaelli: tastiere

 

 

 

 

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