JACKSON BROWNE “Standing In The Breach” Inside Recordings 2014

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Dopo 6 anni dal precedente album ed a breve distanza dal recente album di tributo, “Standing in the breach” segna il ritorno di Jackson Browne, ormai sessantaseienne ma in eccellente forma come molti suoi compagni d’avventura.

Registrato nel proprio studio di Santa Monica con la collaborazione di musicisti che abbiamo visto al suo fianco per anni come ad esempio Greg Leisz, Val McCallum e Mark Goldenberg e la partecipazione di ospiti d’eccezione come il tastierista Benmont Tench, l’album e’ piu’ orientato sul versante rock che su quello intimistico.

Apparentemente lontano dai suoi albums piu’ famosi, Jackson Browne in realta’ non risulta cosi’ cambiato nel corso degli anni. Sempre attento alle problematiche politiche e sociali che ritroviamo nei suoi testi, nel 2014 l’artista concentra la sua attenzione verso un suono piu’ “corposo” dove hanno maggior spazio le chitarre e la sezione ritmica mentre un po’ in sordina rimane il pianoforte, strumento dominante nei suoi brani storici.

“The Birds Of St. Marks”, traccia d’apertura scritta circa 44 anni fa per la cantante Nico degli ex Velvet Underground, e’ l’esempio di una splendida ballata che ci riporta al suono del rock californiano di fine anni ’60 con evidenti influenze dei The Byrds se non altro per il modo di suonare le chitarre. La voce dell’artista, seppur piu’ roca per il decorso del tempo, rimane inconfondibile ed unica nel panorama americano come testimonia anche “Yeah Yeah”, brano che si colloca tra le sue canzoni tipiche, con un coro in falsetto (non molto convincente) e chitarre acustiche supportate da una potente sezione ritmica .

Echi, fin troppo evidenti, di un passato indelebile si avvertono anche in “Here” e soprattutto nella title track, “Standing in the breach”, piccolo capolavoro con la voce di Jackson Browne in evidenza per raccontare le vicende del terremoto di Haiti (e proprio di quel periodo e’ la stupenda foto di copertina scattata da Moises Saman), cosi’ come in “Walls and Doors”, scritta dal musicista cubano Carlos Varela e tradotta da Jackson Browne come omaggio all’amico, brano di rara intensita’ emotiva.

browne

Ma non trascuriamo “Which Side”, presentata per la prima volta nel 2012 durante le manifestazioni Occupy Wall Street, che testimonia il continuo impegno politico e sociale dell’artista, o “The Long Way Around”, altra ballata che risente di tutte le influenze della musica tradizionale americana.

“Standing in the breach” non e’ il capolavoro di Jackson Browne e non contiene quasi nulla di innovativo (ad eccezione forse delle sperimentazioni country di “You Know The Nigth” basata su un testo di Woody Guthrie). Ma chi ha amato questo artista non puo’ che riconoscergli il merito di aver sempre proseguito sulla propria strada senza alcun interesse alle classifiche o cedimenti verso tentazioni commerciali. Jackson Browne, nonostante il passare degli anni, rimane quel ragazzo dai lunghi capelli lisci (ormai solo un po’ piu’ bianchi) che alternava chitarra e piano cantando canzoni che sono rimaste nel cuore di molti.

Karlo Pulici

Jackson Browne sara’ in tour in Italia nel maggio 2015- Queste le date confermate sino ad oggi

25 maggio 2015  Teatro Manzoni – Bologna

26 maggio 2015 Teatro sociale – Como

TRACKLIST:

01 The birds of st. marks

02 Yeah yeah

03 The long way around

04 Leaving Winslow

05 If i could be anywhere

06 You know the night

07 Walls and doors

08 Which side

09 Standing in the breach

10 Here

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