INTERVISTA A ELTON NOVARA: DAI THE WHO A ELIO E LE STORIE TESE

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Siamo in Santeria a Milano, la musica leggera in sottofondo completa il quadro di un piccolo mondo, creatosi in un piccolo spazio, fatto di dischi, musica e persone che di questi appena citati non ne possono fare a meno.

Davanti a una birra e ad un caffè sono di fronte ad Elton Novara, a mio parere uno dei pochissimi artisti in grado di andare oltre i soliti schemi e sequenze musicali, creando uno stile unico, ironico ma mai banale o scontato.

Abbiamo parlato del suo ultimo disco “Lei ha perso il contatto con la realtà”, delle sue influenze musicali e molto altro.

Qui per voi, in esclusiva, l’intervista integrale.


Innanzi tutto perché e come nasce “Elton Novara”?

In realtà non c’è un motivo, anni fa quando ero ancora giovane ho iniziato a suonare la chitarra per mettere su un trio sfigato e suonare il rock ‘n roll e volevo a tutti i costi trovare un nome stupido, quindi “Elton Novara” non perchè lo sono ma perchè mi faceva ridere, suonava bene. Il progetto poi è nato quando ancora ero normale e studiavo, registravo nella mia cameretta e per far capire meglio i testi a chi suonava con me ho deciso di cantare io. Pensavo di poter fare solo un concerto all’anno coi miei amici e invece dopo tre anni sono qui e mi faccio chiamare “Elton Novara” che in realtà non era il nome del progetto, un nome bruttissimo che non dirò.

Ascoltando i tuoi ep mi son venuti in mente due artisti: Elio e le Storie Tese da un lato e dall’altro Frank Zappa. Possono rientrare nelle tue influenze musicali?

Sicuramente Elio e le Storie Tese sono il mio gruppo italiano preferito nella storia e poi mi ha insegnato  l’arte della chitarra il loro chitarrista cioè il mio maestro. La loro musica mi ha sempre impressionato, non mi lascia affatto indifferente. Il mio riferimento più grande, invece, sono i The Who mentre il mio eroe è sicuramente Prince.

A proposito di influenze, nel tuo ultimo disco hai collaborato con Alan Rossi dei Van Houtens, ti senti legato al suo stile musicale?

Io sono un grande fan di Alan Rossi che in realtà non avevo mai incontrato. Mi ricordo che circa un anno fa per la prima volta vidi il video di “Robert Downey Jr” (The Van Houtens) e ho subito pensato “questa cosa è meravigliosa e quest’uomo un uomo stupendo e devo fare cose con lui”. L’idea del pezzo è venuta dal loro batterista, Claudio Tarantino, mi sembrava il top poter registrare con lui e l’uomo che me l’aveva ispirata cioè Alan. Gli ho scritto una mail e non mi ha risposto per circa tre mesi, poi ha risposto, è venuto in studio e ha creato delle cose stupende, senza dubbio tra me e lui c’è molta alchimia.

Restando sempre sul tuo ultimo disco si nota un binomio abbastanza d’impatto: il trattar di temi importanti ma con molta ironia. C’è della provocazione in questo?

In generale c’è poco di scelto in quello che ho fatto musicalmente, non mi sarei immaginato di suonare o fare il solista. E’ tutto molto spontaneo, io faccio molta fatica a mettermi in pubblico, anche solo a fare un’intervista… Ho sempre avuto questo modo di usare l’ironia come scudo, uno scudo che diventa spada e quindi tendo a provocare. Forse è più una scelta obbligata.

Come sta accadendo a quasi tutti i gruppi o progetti, anche il tuo viene spesso identificato come “indie”. Qual è il tuo parere sulla scena e sui vari gruppi che ne fanno parte?

La scena la vedo più da alieno, vengo dalla provincia, da Busto Arsizio, mi sono appena trasferito quindi non ho molto di interessante da dire al riguardo. E’ come quando avevo sedici anni e c’erano i capelloni che si facevano chiamare “rockettari”, ora, però, ci sono degli adolescenti di trent’anni con una chitarra acustica. Vivo tutto con molta curiosità ma sicuramente non mi sento di fare genere indie.

Un’altra tua collaborazione è stata quella coi Naviglio Noyz di cui ne fai parte, un genere abbastanza lontano da quello di Elton Novara…

Ufficialmente non si sa chi faccia parte dei Naviglio Noyz… Diciamo che se io collaborassi coi Naviglio sarebbe perchè a me piace tantissimo suonare la chitarra, cantare mi stanca molto, sono molto pigro come persona. Mi piace cercare progetti in cui posso starmene in un angolino,suonare e basta. Le tracce chitarre dei Naviglio poi sono molto belle e sofisticate (non le ho scritte io), loro usano la drum machine e quindi non puoi sgarrare col tempo, per me è un bell’esercizio… Le canzoni poi sono bellissime, “Io dormo al giorno 14 ore” è una delle tre canzoni che avrei voluto scrivere io.

Ci sono delle date live in programma?

Sì, suonerò il 10 aprile a Lambrate alla Biretta, il giorno dopo a Canegrate allo Spazio Frohike, il 18 a Novara al Bickle, le altre date le scoprirete nel tempo.

Ecco la top #5 domande che poniamo a tutti gli artisti intervistati per Fasecontrofase:

#1 Primo album comprato

Queen II

#2 La canzone che avresti voluto scrivere (a parte “Io dormo al giorno 14 ore”)

Qualsiasi cosa scritta da Pete Townshend

#3 Peggior canzone che hai ascoltato

Alcune cose sentite dallo Stato Sociale…

#4 L’artista con cui vorresti collaborare 

A parte ancora Alan Rossi, Rocco Tanica

#5 Come ti immagini tra dieci anni

Ancora più vecchio ma sempre coi capelli

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Pagina fb: ELTON NOVARA

Ascolta “Lei ha perso il contatto con la realtà” qui

Intervista di Isabella Ferrari

Foto di Anastasia Kaos

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