#STAYONTHEROAD: INTERVISTA AI QUARTER PAST ONE

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Siamo nel centro storico di Mantova insieme a Giorgio Caiazzo e Alessandro Castagnoli dei Quarter Past One: qualche settimana fa scrissi una recensione del loro ultimo disco, un piccolo capolavoro che per musicalità e originalità si distacca dalla scena indipendente italiana; oggi, però, si parla del loro punto di vista, delle loro idee che spaziano dal loro disco in uscita a luglio ” 31Hundred Days” alla scena musicale di oggi.

Per voi, in esclusiva, l’intervista integrale.

Iniziamo col parlare del disco che sta per uscire: come organizzate le prove e i lavori col gruppo?

Giorgio: Il disco che uscirà a luglio circa, l’abbiamo registrato prima che Diego partisse per la Germania. Nel gruppo ognugno di noi ha preso la propria strada ma riusciamo a seguire il tutto tramite internet e tramite skype. In questo modo è tutto un po’ più lento ma stiamo riuscendo bene a organizzarci, stiamo anche lavorando su alcune date di presentazione dell’album in Germania.

Siamo in un punto della nostra carriera musicale un po’ fermo, ci servono nuovi contatti che contiamo di fare anche tramite il nostro ufficio stampa.Ci piacerebbe anche suonare di più in Italia anche perché per quest’album vorremmo usare un metodo d’uscita diverso, presentarlo solo in digitale.

Ascoltandovi si sente molto, a livello musicale, un certo distacco dal sound classico indie…

Giorgio: In realtà per noi è tutto molto naturale, suoniamo dal 2006 e nel corso degli anni abbiamo affinato e migliorato il nostro modo di fare musica. Ogni volta, in sala prove, Diego porta un’idea che poi sviluppiamo insieme, non ci siamo mai detti “questo è il risultato che deve venir fuori”. Siamo arrivati a un punto in cui abbiamo la giusta intesa che ci permette di sapere quello che dobbiamo fare. Chiaro che poi ci siamo appoggiati musicalmente anche al chitarrista degli Omini Verdi che ha dato una bella mano al nostro sound. La scarpetta alla parte musicale alla fine la da sempre il nostro studio.

Nella scorsa recensione vi ho paragonato ad alcuni gruppi (The Who, Neutral Milk Hotel,…). Mi interessava sapere se c’entrano realmente con voi e quali sono le vostre influenze.

Giorgio: Al primo ascolto ci hai preso. Ognugno poi ascolta musica molto differente. Io e Ale, e penso tutto il resto del gruppo, abbiamo in comune i My Morning Jacket, il nostro gruppo preferito.

Alessandro: Diego, invece, è molto più vintage, lui va dagli anni ‘60/’70 in poi…

Giorgio: Io e Diego poi, quando abbiamo inziato nel 2006, avevamo come base il punk rock californiano, quello che va dal ’95 al 2005. Questa potrebbe essere una chiave di lettura per le nostre canzoni, penso che l’attitudine punk ci dia quell’energia che magari un gruppo indie non ha.

Quasi tutti i gruppi indie, però, vogliono distaccarsi dalla scena indie. Anche voi?

Alessandro: c’è da dire che non c’entriamo molto con la scena. Non volontariamente ma proprio musicalmente siamo molto diversi

Giorgio: Io non sento tutta questa competizione. Penso che la musica sia un mezzo per esprimersi, per raccontare le proprie emozioni, per questo non ci piacciono i concorsi: non può essere una gara, non può esserci chi vince perchè non vuol dire nulla. Ogni band poi ha i propri obiettivi, il nostro non è quello di distaccarci dalla scena ma quello di fare se non musica bella almeno di qualità.

Ecco la top #5 domande dei Quarter Past One

#1 Primo album comprato

G: American Idiot – Green Day

A: uno dei Simple Plan comprato in spiaggia

#2 Peggior canzone ascoltata

G: Love me like you do di Ellie Goulding

#3 Canzone che avreste voluto scrivere

G/A: Touch Me I’m Going To Scream dei My Morning Jacket

#4 Artista con cui vorreste collaborare

A: anche se non c’entrano niente con noi, Calibro 35

G: con i Giardini Oscuri

#5 Come vi immaginate tra 10 anni

G: secondo me siamo già come saremo tra 10 anni: ognuno con la sua vita ma vedersi per suonare insieme, uniti dal grande carisma di Diego

Pagina fb: Quarter Past One

di Isabella Ferrari

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