Chadwick Stokes .. live al Biko e intervista , Milano 13/05/15

Le canzoni di Chadwick Stokes ti entrano immediatamente in testa dopo due ascolti inizi a canticchiarle e ti ritrovi al concerto che le sai già a memoria: sono belle, orecchiabili e , anche se i testi sono tutt’altro che frivoli, le melodie ti danno serenità e buon umore. Nonostante tutto questo nel nostro paese il suo lavoro è poco conosciuto e mi chiedo perché… Provo a spiegarvi di chi si tratta: Classe ’76, nato a Boston, ha vissuto per un breve periodo in Zimbawe , frontman di due band molto conosciute DISPACH e THE RADIO STATE, attivista e cantautore. Chadwick Stokes è sopratutto una di quelle persone dallo sguardo buono, di quelle che ti mettono a tuo agio. Noi ci siamo incontrati, per una mini intervista, al Santeria di Milano. Chadwick è approdato in Italia, per la primissima volta nella sua carriera, per presentare il suo nuovo album da solista, il terzo, dal titolo “The Horse c Comanche” (Nettwerk Music Group / Self. Il disco è stato coprodotto da Sam Bean e Brian Deck. La mia prima domanda è stata una curiosità relativa al titolo dell’album: non molti in Italia conoscono la storia di questo cavallo il quale fu l’unico sopravvissuto nella battaglia di Little Bighorn. Nemmeno Chadwick, all’inizio lo sapeva ma l’approfondimento di questa “leggenda” ha fatto si che la canzone stessa diventasse l’asse portante del nuovo cd. Tutta la poetica all’interno del brano Horse Comanche è la chiave del suo lavoro: approcciarsi alla vita sempre con la voglia di scoprire, lottare, ponendosi sempre punti di vista nuovi cosi da aprire nuove possibilità… La vita è un avventura e va vissuta e rischiata. E’ un disco legato alla società, all’ambiente, a come fare a lasciare ai nostri figli un mondo migliore. Perchè la musica può sensibilizzare le persone che la ascoltano, renderle partecipi e trasmettere anche informazioni. E questo è un album nato e cresciuto insieme al pubblico e alle persone. Come mi racconta lui stesso, è probabile che l’essere abituato a lavorare con altri musicisti ha fatto si che in lui ci fosse la necessita di un confronto. Nasce cosi il “Living room tour” che tappa dopo tappa è stato ospitato nei salotti dei suoi fans. Chadwick ha preso moglie e bimbi li ha caricati su un pulmino e ha girato l’America e l’Europa per testare sulla pelle delle persone che amano la sua musica un nucleo di 20 canzoni. Da queste 20, vedendo le reazioni del pubblico ne ha scelte 10 e cosi nasce quest’album bellissimo. The Horse Comanche è molto folk , molto pop, molto reggae, molto cantautore aggrappato alla sua chitarra intento a regalarti testi tutt’altro che ovvi e melodie solari e positive. Come mi dice lui stesso, niente di quello che compone e fa è finalizzato al guadagno, lui scrive per noi,per stimolare la gente a riflettere,per motivare i giovani, per denunciare quello che non gli sta bene e per fare beneficienza. Aiuta il prossimo attraverso le fondazioni nate da sua iniziativa come ELIAS’S FOUND, THE DISPACH FOUNDATION e CALLING ALL CROWNS. Con quest’ultima si sono ultimamente concentrati sui rifugiati politici ed in particolare i profughi Siriani. Fa tutto questo ma non se la tira, anzi….in sua presenza sembra tutto molto famigliare… Anche il live al BIKO di Milano ha avuto questo mood. Sarà perchè in sala c’erano mamma, fratello, sorella, nipote, moglie e figli, sarà perchè sul palco con lui a suonare c’era suo fratello, sarà perchè il “sound check” è avvenuto sotto i nostri occhi, sarà perchè noi eravamo seduti intorno al palco per terra come se fossimo in salotto davanti al camino….sarà tutte queste cose mixate alla sua voce, al suono delle sole chitarre acustiche che hanno reso questo live intimo e bellissimo. Le canzoni vecchie, quelle cantate con i Dispach e con The Radio State, si sono alternate a quelle del nuovo album: “Our Lives Our Times” in cui ci parla, su una melodia allegrissima delle sue frustrazioni, della sua rabbia per le cose brutte che ci accadono intorno. , “I want you like a seat belt”, “Prison blue eyes”, “Walter” , “Horse Comanche” … Potrei andare avanti ore e probabilmente tutte queste parole non rendono l’idea di quanto bravo lui sia. Se leggete questo articolo fidatevi di me e provate ad entrare nel suo mondo, vedrete che non ne farete più a meno.

Carlotta Otta Garavaglia

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