INTERVISTA A THE SECRETS IL PROGETTO DI FABIO CUFFARI

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The Secrets è il progetto di Fabio Cuffari, musicista di Aosta, un progetto ancora tutto da svelare, scoprire e vivere. E’ uscito da poco il primo singolo, del futuro EP, “Take Me High“, già vincitore del premio Smart-up di Radio 105.

In attesa di scoprire il nuovo mondo di The Secrets e di ascoltare le future creazione, abbiamo deciso di fare qualche domanda a Fabio.

Ecco qui l’intervista integrale.

Partiamo dalle origini, sappiamo che “The Secrets” nasce quando ancora eri un ragazzino. Come e perché nasce il progetto e come lo vivevi all’epoca?

Sono cresciuto in un piccolo paese poco distante da Aosta, custodito da alte montagne . Penso che tutti i miei sogni siano nati lì. Probabilmente le stesse montagne, baluardi insormontabili, hanno giocato un ruolo rilevante nei miei intenti, nell’impulso a fare ascendere le mie idee, e farle travalicare, alla costante ricerca di una libertà.

All’epoca ricordo che sentivo estremamente necessario tradurre i miei pensieri e la mie visioni in Musica. Per questo ho dato vita ad un progetto che potesse consentirmi di mettermi in gioco e sfidare me stesso.

Aosta, il posto in cui hai vissuto, ha influenzato in qualche modo il tuo percorso come artista?

Forse nella prima risposta ho anticipato questo discorso. Aosta è un posto molto particolare. Ricco di luoghi meravigliosi e perfetto per chi, come me, ha una inclinazione per l’isolamento. Ma ha anche lati oscuri, infatti in pochi sanno che la Valle d’Aosta è la regione con il più alto tasso di suicidi e di alcolismo. Penso che per me sia sempre stato un po’ come vivere sull’orlo di un abisso: se entri in contatto con te stesso puoi finire di qua, se canalizzi le tue esperienze su qualcosa di propositivo e decidi di intraprendere una strada di ricerca e di evoluzione; oppure di là, se le tue paure e le tue incertezze hanno al meglio su di te.

A proposito di arte, sappiamo che ami molto anche disegnare. Hai progetti paralleli a The Secrets in questo momento?

Quasi due anni fa ho fondato una Associazione Culturale: “Alfa”. Sto quindi, in parallelo, portando avanti tutta una serie di iniziative ed eventi legati all’arte e alla cultura. Mi piacerebbe avere più tempo a volte, per dedicarmi alle mie deviazioni pittoriche. Un giorno penso che mi ci metterò.

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E’ inevitabile incrociare il progetto The Secrets con quello dei dARI. Raccontaci come e quando hai deciso di “accantonare” The Secrets e se ci sono delle affinità con quello che facevi con i dARI.

Ad un certo punto è semplicemente successo che ognuno dei componenti dei vecchi Secrets ha sentito la necessità di un distacco. Nelle band sono dinamiche che si presentano sempre, e ciclicamente. Era il 2005 ed io sentivo che tutto quello in cui avevo messo le mie energie e la mia dedizione negli ultimi sei anni, stava vacillando. Ero rimasto da solo e volevo portare avanti a tutti i costi il progetto, ma al contempo sentivo che era arrivato il momento di prendermi una pausa. Poi è arrivato Dario e mi ha risolto la faccenda.

Come hai vissuto lo scioglimento del gruppo?

Non lo ho mai percepito come un vero scioglimento, ma solo una sospensione, o meglio, una transizione. Oggi mi rendo conto che avevo bisogno di vivere dell’altro, di conoscere più a fondo la Musica e ciò che la circonda, e in questo senso con i Dari ho fatto un percorso che considero di valore inestimabile, e che pochi hanno il privilegio di sperimentare.

Ora The Secrets, anche se come detto esiste da molti anni, è per il pubblico un progetto nuovo che sta avendo un grande riscontro. Qual è il cambiamento, se c’è stato, che ha avuto il progetto rispetto al passato e come lo vedi tra qualche anno?

Ci sono 10 anni di cambiamento alle mie spalle, e credo che questo si ripercuoterà irrimediabilmente sui Secrets. Inoltre la novità forse più importante, è quella che io canto. Per la prima volta nella vita mi trovo ad essere il vocalist di un progetto musicale.. per me è qualcosa di nuovo e anche di strano, molto interessante devo dire. Sto cercando di studiare il mio modo di cantare. Naturalmente non sono un cantante vero e proprio, penso che non mi considererò mai tale. Ma in qualche maniera la cosa mi è stata imposta dalle circostanze. Vedremo cosa ne uscirà, sono curioso.

Per concludere, volevamo sapere di più su Take Me High. Come nasce la canzone e quali influenze musicali hai avuto per scriverla?

Take me high è un brano che risale al 2002, un anno molto produttivo per i Secrets. All’epoca le sinergie erano particolarmente spiccate fra i membri dei Secrets, ognuno contribuiva alle idee, che però erano molto chiare. Le nostre influenze erano i Depeche Mode , gli Smiths e i Cure, i ‘mentori’ con cui eravamo cresciuti.

Ci saranno date live?

In questo momento sto mettendo tutte le mie energie nel lavoro in studio. Ho scritto parecchi brani nuovi che sono impaziente di registrare, e lo sto facendo con un team di grande valore.

Al live per il momento non penso, ho deciso di fare un passo per volta con molta cura. Tuttavia sarebbe senz’altro interessante, un giorno, calcare un palco sotto questa nuova veste.

Ci tengo a ricordare che tutto quello che sto facendo dipende molto dalle risorse che sto cercando di raccogliere attraverso il Musicraiser, un importante sito di crowdfunding.

http://www.musicraiser.com/projects/4127

Questa è la mia pagina, invito tutti a contribuire anche con una piccola somma, se lo ritenete importante ovviamente. Le ricompense che ho preparato sono tante e interessanti.

Top #5 domande

#1 Primo disco comprato

The Miracle – Queen (in musicassetta naturalmente)

#2 Peggior canzone ascoltata

No, per favore.

#3 Canzone che avreste voluto scrivere

Jalous Guy – John Lennon

#4 Artista con cui vorresti collaborare

Ho già in corso delle collaborazioni che penso troverete sorprendenti.

#5 Come ti immagini tra dieci anni

Potrei dirvelo, ma poi dovrei uccidervi.

Pagina fb: The Secrets

Intervista di Isabella Ferrari

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