“GRITA LA NOCHE” CON I PEDRO NAVAJA SOUNDMACHINE: INTERVISTA E RECENSIONE

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Nell’arco di un paio d’anni hanno raggruppato musicisti provenienti da vari stati latinoamericani ed italiani per dare vita ad un gruppo di pachanga, La loro base e’ a Genova ma sono pronti a girare l’Italia e, perche’ no, l’Europa con musica che trae ispirazione dai veri generi che caratterizzano il continente latinoamericano: dalla salsa, al reggae, dalla cumbia a ritmi elettronici.

Si chiamano “Pedro Navaja soundmachine” e traggono il loro nome da una celeberrima canzone di Ruben Blades, uno dei “padri” della salsa . Dopo l’esordio con “Barrio Pachanga”, nel 2012, tornano sulla scena con un nuovo disco autoprodotto intitolato “Grita la Noche” che oltre a contenere brani che a volte richiamano Manu Chao o il reggae propone suoni “meticci” decisamente innovativi ed originali. In occasione dell’uscita di questo secondo album abbiamo avuto l’opportunita’ di contattarli e farci raccontare la loro storia.

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1) Un gruppo che percorre i vari stili della musica latinoamericana e inizia a diffonderli da Genova in Italia ed in Europa. Come vi siete formati?

I Pedro si sono formati nel 2009 con l’incontro di Kiangpò (bassista attuale), Kasun (batterista attuale), Matias (ex chitarrista). E’ stato l’incontro di un cileno, un cingalese e un argentino conosciutisi nei vicoli e negli ambienti musicali dei caruggi (vicoli) genovesi in cui, dopo i successi riscossi nei primi locali, si sono aggiunti poco a poco tutti gli altri componenti fino a che il progetto non ha preso piede completamente.

2) Come e’ avvenuta la scelta del nome che richiama una celebre canzone di Ruben Blades e quale significato attribuite al concetto di “soundmachine” ?

La scelta Pedro Navaja è dovuta alla fitta presenza di immigrati latinoamericani a Genova e dal fatto che sia il bassista che e il chitarrista della band sono latini. All’epoca erano da poco arrivati nel capoluogo ligure, città di porto, con continui sbarchi e partenze di persone da ogni parte del mondo. Il testo della canzone di R. Blades parla appunto di un malavitoso durante le prime forti immigrazioni latine a New York, con i relativi problemi e vantaggi che possono scaturire da questi scambi tra culture. Pedro Navaja è un po’ l’emblema dell’immigrazione latina degli anni 80 negli USA che Matias e Kiangpò hanno voluto “personificare” in Europa. Soundmachine è invece la macchina del suono e cioè la vitalità, la forza e l’energia che porta e trasmette questa musica latina “sporcata” da altri generi

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3) Il vostro nuovo album “Grita La Noche” spazia dalla salsa, al reggae, dal rap alla salsa. Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

Sono vari. Potrei citare, nel genere salsa: Hector Lavoe, Willie Colon, Ray Barreto, Chico Trujillo; nel rap salsero: Orishas, Sargento Garcia, Calle 13 per poi arrivare a Roy Paci, Manu Chao, Fabulosos Cadillacs.

4) “El Macaco” e “Camaron” sono brani di pura pathanga che ricordano alcune composizioni di Manu Chao. Vi siete ispirati a lui in fase di composizione?

Manu Chao è un grande esempio della musica che facciamo, un artista che è riuscito a missare in modo completo e originale tantissimi ritmi e stili, dall’Africa all’Asia passando per la musica latina. è senza dubbio un musicista che ognuno di noi conosce e ha ascoltato e che, probabilmente, ha avuto degli effetti riconoscibili sulla nostra musica.

5) Nell’ambito della musica latinoamericana si sta diffondendo con sempre maggior forza quel genere che si e’ ormai soliti chiamare “reggaeton” e che dai primi passi in Porto Rico e Cuba ha coinvolto importanti artisti come Enrique Iglesias e Marc Anthony. Che ne pensate visto che forse e’ l’unico stile del mondo latinoamericano che non compare nel disco?

Il reggaeton non compare esplicitamente nelle nostre canzoni ma fa capolino attraverso la base ritmica di basso e batteria di alcune nostre canzoni, come per esempio il ritornello di “Santera” o la strofa di “Camaron”. Il ritmo reggaeton è molto presente,seppur non esplicitamente nei brani di Marc Anthony o E. Iglesias, artisti a cui ci siamo ispirati, come anche i Calle 13.

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6) “Grita La Noche” si chiude con “Outro”, un ottimo esempio di contaminazione tra ritmi drum’n’bass e latinoamericani. Avete intenzione di proseguire con questi momenti di fusione tra elettronica ed altre sonorità?

Sì, è una linea di stile e sonorità che piace fortemente a una parte del gruppo, e che ultimamante stiamo sviluppando sempre di più soprattutto nei live, nei momenti dei soli, a volte si arriva a fare dei veri e proprio “Open” in cui lentamente ci dirigiamo a una fusione musica elettronica con la presenza di fiati.

7) Quali artisti vorreste vedere sul palco con voi?

Per noi sarebbe stupendo poter avere sul palco con noi Sergent Garcia, Rene dei Calle 13 e Manu Chao.

8) Progetti per un futuro più o meno prossimo?

Per il futuro cercheremo di perseguire la linea musicale e stilistica che ormai ci contraddistingue, provando a fondere sempre di più il “mood” latino con l’elettronica e a portare sempre qualcosa di nuovo al nostro sound senza mai perdere di vista la nostra base ritmica latina. Inseriremo delle tastiere per sviluppare questa sperimentazione e raggiungere l’obiettivo. Dal punto di vista dei live, “Grita la Noche” è la nostra rampa di lancio per poterci far conoscere in Italia e magari in Europa. Ci indicherà se alla gente piacciono realmente questo stile e musica. Se così sarà, se avremo dei feedback molto positivi nei live, anche nelle zone fuori dalla Liguria dove possiamo contare già su di un buon pubblico, allora ci dedicheremo alla registrazione di un terzo album, del quale abbiamo steso alcune tracce che andremo a registrare.

Pedro Navaja Soundmachine Facebook Page                                                         Pedro Navaja Soundmachine Official Site

Karlo Pulici

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