BLUES MADE IN ITALY – Intervista a Lorenz Zadro – Presidente dell’Associazione

Da diversi anni l’Associazione “Blues Made in Italy” ha un ruolo fondamentale nella promozione e diffusione della musica blues nel nostro Paese. Concerti,  partecipazione alla pubblicazione di dischi ed all’organizzazione di viaggi nei territori dove questo genere di musica e’ nato e prolifera. In occasione del 6° Raduno Nazionale che si terra’ sabato 10 ottobre a Cerea (Vr) abbiamo intervistato Lorenz Zadro, presidente dell’Associazione per farci raccontare la loro storia ed i loro progetti. Qui di seguito il resonto della nostra chiaccherata non solo sul blues.

Lorenz Zadro - Presidente Blues Made in Italy

Lorenz Zadro – Presidente Blues Made in Italy

1. L’associazione culturale no-profit Blues Made in Italy nasce nell’anno 2010. Com’è avvenuta la fondazione e quali sono gli scopi e gli obbiettivi che vi siete posti?

Gli obiettivi erano sufficientemente chiari fin dall’inizio e sono rimasti invariati a tutt’oggi. Tra gli scopi principali c’è quello di riuscire dar voce ad un linguaggio musicale e a tutti gli aspetti culturali e agli artisti ad esso correlati. Lo stiamo facendo in questo Paese – in questo momento storico, dove purtroppo mancano gli stimoli e gli spazi adeguati per far sì che ciò avvenga. Ne siamo perfettamente consapevoli, ed è per questo che siamo ancora qui. Stiamo parlando di Blues; sarebbe troppo facile scegliere la via più comoda e più semplice…


2. Dalla fondazione, uno dei momenti divenuti “classici” dell’associazione è l’organizzazione del raduno nazionale nel mese di ottobre a Cerea, in provincia di Verona. Ci puoi raccontare quali sono le novità introdotte?

Il raduno nazionale, anno dopo anno, si sta dimostrando un solido punto di riferimento per tantissime realtà italiane ed estere legate al mondo del Blues. Sono tante le novità, ed ogni anno cerchiamo di incrementare il ventaglio delle nostre iniziative. Quest’anno avremo l’onore di ospitare un grande artista a stelle e strisce: direttamente da Chicago arriverà Fernando Jones – bluesman, istruttore scolastico e grande divulgatore della tradizione afroamericana. Attraverso i suoi Blues Camp riesce a dialogare brillantemente con le giovani generazioni avvicinandole ai suoni delle origini della musica americana. La fiera del Blues ospiterà un numero sempre più importante di espositori dove si potranno trovare numerosi prodotti artigianali di liuteria, dischi e libri da collezione, mostre di quadri a tema e saranno presentate nuove pubblicazioni editoriali collegate al mondo del Blues. Inoltre quest’anno per la prima volta avremo il piacere di condividere il nostro percorso con Visit USA, l’unico punto di riferimento in Italia per il grande pubblico e viaggiatori amanti degli Stati Uniti d’America, dove il patrimonio musicale è parte integrante dello stile di vita dei suoi abitanti.

Manifesto 6° Raduno Nazionale

Manifesto 6° Raduno Nazionale


3. Arriviamo ora ai palchi del raduno nazionale (che ricordiamo, è previsto per sabato 10 ottobre, sempre a Cerea). Ci racconti brevemente come sarà strutturata la zona live e quali sono gli artisti che vi parteciperanno?

Dalle ore 10:30 del mattino fino a tarda notte saranno in funzione due palchi all’interno di due differenti padiglioni dell’ente fieristico Area Exp, dove si esibiranno in totale oltre 50 formazioni provenienti da tutta Italia. Sul palco principale, la chiusura della manifestazione sarà affidata ad importanti nomi del blues italiano: Linda Valori, Guido Migliaro & Juke Joint Blues Band, Max Prandi, Matteo Sansonetto Blues Revue, Dave Moretti Blues Revue, Alligator Nail, Luca Giordano Band, Blues Society (storica band del compianto Guido Toffoletti, pioniere del blues italiano) e, nella veste di ospite speciale, lo statunitense Fernando Jones.

4. “Blues Made In Italy” svolge anche un’attività discografica. Ogni anno viene prodotto un cofanetto con le esibizioni degli artisti. Ti va di parlarne?

Fin dalla prima edizione del 2010 abbiamo cominciato a raccogliere il meglio delle registrazioni estratte delle esibizioni degli artisti di ogni raduno nazionale e delle finali italiane dell’European Blues Challenge. Da qui il desiderio di imprimerle su disco, con la speranza di lasciare un piccolo ma importante segno per rappresentare, anno dopo anno, la realtà del panorama blues italiano. Quest’anno, per festeggiare il primo lustro dell’associazione, abbiamo realizzato anche un DVD dal titolo “Blues Made In Italy 2010-2015: il film-documentario”, un documento rappresentativo dei nostri primi cinque anni di attività con esibizioni dal vivo, interviste agli artisti, ai media e ad organizzatori di festival italiani ed europei.

blues_made_in_italy2

6. Come vedete la scena blues italiana? C’è un ricambio generazionale?

Tutto ciò che facciamo è volto con speranza ed ottimismo a far sì di garantire un ricambio generazionale. Questo è uno dei motivi per cui proseguiamo insistentemente su questa strada…


7. Tocchiamo ora uno dei temi diventati “fissi” nelle nostre interviste. In Italia sembra che ci siano sempre più locali dove si organizzano concerti e, almeno in linea teorica, dovrebbe essere più facile per gli artisti proporre la loro musica. Non tutti però la vedono in questo modo. Tu che ne pensi in proposito?

E’ sicuramente importante che ci siano tanti locali dove si organizzano concerti, e mi auguro che la tendenza sia sempre più volta a dare al concerto la giusta collocazione e importanza. Spesso, nei locali, la musica live c’è, ma svolge una funzione di contorno. Questo non aiuta a far sì che il pubblico si accorga che in quel momento sta vivendo qualcosa di unico e di irripetibile. Una maggior attenzione in questo senso, aiuterebbe il pubblico ad essere più educato, rispettoso, e magari predisposto a cogliere quelle vibrazioni che solo la musica sa dare.


8. Domanda di rito: qualche disco da consigliare ai nostri lettori tra quelli usciti quest’anno?

In questo ultimo anno ho ascoltato diversi dischi che mi hanno lasciato un segno. Su tutti cito “I don’t prefer no blues” di Leo “Bud” Welch, “Mississippi to Sahara” di Faris, “Soul Food” dei The Word e “Don’t lose this”, disco postumo di Pops Staples.

Karlo Pulici

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...