Intervista a RUMORE ROSA per la presentazione di “UOAAOO”, il nuovo album

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Dopo due dischi con Best Sound/Sony e dopo innumerevoli live (con la partecipazione come supporter ai concerti di LIGABUE, all’Heineken Jammin Festival, al Flippaut, ecc.), per il terzo lavoro intitolato “UOAAOO” i Rumore Rosa scelgono la produzione indipendente, con la cura della composizione e della produzione artistica insieme ad Andrea Pettinelli, musicista de Lo ZOO di Berlino e produttore della Label Consorzio ZdB (già attivo con gli AREA, IG – Ivana Gatti e Gianni Maroccolo, Amaury Cambuzat/Ulan Bator, ecc).
Hanno girato l’Italia ed il mondo, a caccia di luoghi, storie e persone, per far prendere aria alle idee ed alla musica, il cui meccanismo produttivo è troppo stretto in delle logiche che, nonostante tutto, ancora stentano a decodificare. Il punto di vista di una generazione di giovani che seppur costretti al torpore imposto dalla crisi delle idee, non si fermano e lanciano un monito a chi non sa dare una risposta alle precarietà prodotte.
“Ci è interessato parlare di marginalità… di persone che sono ferme al lato della loro strada, o perché lo hanno scelto, hanno sbagliato qualcosa, sono semplicemente diverse, o hanno preso un calcio in culo da qualcuno che le ha usate come oggetti e messe fuori gioco…” spiegano i Rumore Rosa. E queste tematiche si ritrovano nelle canzoni di questo nuovo album. A partire da “Come dimenticare” che tratta la violenza sulle donne o da “Non appartengo” che racconta il rifiuto dell’omologazione e degli stereotipi più dannosi legati alla percezione del proprio corpo.
Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’opportunita’ di intervistare il gruppo e qui di seguito vi riportiamo la nostra conversazione. Per quanto ovvio, un ascolto approfondito  di “UOAAOO” e’ piu’ che consigiliato.

1 – Partiamo dagli inizi. Come vi siete incontrati e quando e’ avvenuta la decisione di fondare il gruppo ?
Siamo amici da sempre, tutti abitavamo nel Chianti e ognuno di noi, già dalle scuole elementari, suonava uno strumento o sognava di farlo. Abbiamo iniziato per gioco come tutti, in parte per sfuggire alla noia soffocante che i piccoli paesi generano, ma anche per il bisogno fisiologico di far sentire al mondo che esistevamo e avevamo qualcosa da dire.La nostra prima sala prove era nella cantina di Daniele (il batterista), insomma la musica è sempre stata nel nostro dna fino da ragazzini. I Rumore Rosa ufficialmente esistono dal 2002, partecipando ad un concorso dove abbiamo incontrato il nostro primo produttore Franco Godi e da lì è iniziata la nostra avventura.

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2 – Rumore Rosa : c’e’ qualche particolare motivazione dietro la scelta del nome ?

Ai tempi cercavamo qualcosa che unisse le due forti componenti che caratterizzavano il nostro modo di fare musica, l’aggressività e la morbidezza, e RumoreRosa ci è sembrato geniale. Ammettiamo che prima di far uscire UOAAOO abbiamo rimesso in discussione il nostro nome, poi gli abbiamo trovato un nuovo significato, per noi molto importante, e del quale UOAAOO e’ intriso.In un’epoca in cui si preferisce pattinare sulla superficie, si perde il contatto con il nostro io più profondo, con le nostre percezioni più intime.Non percepiamo più il Rumore di fondo che ognuno di noi ha e che dà il carattere al nostro essere. Il Rumore di fondo è quello che ci fa sentire inadeguati quando dobbiamo sorridere anche se non lo vogliamo. E’ quello che ci impedisce di fare buon viso a cattivo gioco,di accettare cinicamente il male dei nostri tempi. Il Rumore di fondo va liberato, manifestato, e una donna, madre, giovane e figlia del suo tempo, con la sua visione Rosa, secondo noi, può innescare questo processo.

3 – Dopo due dischi che vi hanno portato a suonare, tra gli altri, come suporter di Ligabue e Nikelback avete scelto la via della produzione indipendente per il vostro nuovo album. Perche’ abbandonare un’etichetta e scegliere la via dell’autoproduzione ?
Non rinneghiamo assolutamente niente di quello cha abbiamo fatto in passato, e’ stato uno dei periodi più intensi della nostra vita e ringraziamo ancora Franco Godi per tutto quello che ha fatto per noi. Allo stesso tempo però, era una dimensione complicata da gestire.Eravamo giovani, ingenui, incapaci di capire come muoverci nel Music Business ad alti livelli, forse anche stanchi di sgomitare continuamente per farsi spazio e riuscire prendere un pezzettino minuscolo di torta.
Eravamo e probabilmente siamo ancora, un gruppo complicato da piazzare nel mainstream, e se hai un’ etichetta come la Sony-Bmg non puoi accontentarti di fare molti concerti in piccoli locali o aprire concerti di grandi nomi, devi passare nelle radio e nei canali che contano. “Ragazzi siete forti, l’album e’ bello ma manca il singolo giusto”, era la costante di ogni riunione, ma qual’e’ il singolo giusto? E poi giusto per chi? .
Quando siamo arrivati in ZDB (la nostra attuale etichetta) Andrea Pettinelli ci disse: “Noi siamo Artigiani della musica e come ogni artigiano l’obbiettivo sarà quello di creare con amore e con le proprie mani le nostre opere, senza pensare se al pubblico piaceranno o meno”.. ci aveva già conquistato a “Noi siamo artigiani”

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Foto di Tommaso Guermandi

4 – Quali sono le principali differenze tra i primi due album e “”UOAOO” ?
(Margot) La differenza sostanziale è che siamo diversi noi. Per quanto mi riguarda la mia vita è cambiata immensamente, soprattutto perché sono diventata mamma, adesso tutto quello che vedo, che sento ,che provo, lo percepisco in modo diverso, più profondo. Anche la musica quindi risente di questo cambiamento.

5 – Il vostro nuovo album mescola sonorita’ molto varie….dal  pop al rock passando attraverso atmosfere piu’ intimiste….c’e’ qualche artista che in qualche modo ha influenzato la vostra musica ?
Abbiamo ascoltato molte cose diverse in questi anni, sia dal vivo che non dai Sigur Ros a Battisti, dai Metronomy ai Megadeth . La nostra musica, come tutta la musica, ha delle contaminazioni, in questo album però abbiamo guardato più al cuore, all’emozione, alla ricerca del brivido sulle gambe e dei peli dritti sulle braccia.
La ricerca di sonorità nuove e’ frutto anche della collaborazione con il Consorzio ZdB, un laboratorio di idee e persone che producono e progettano in forma collettiva.

6 – Com’e’ e’ avvenuta la decisione di cantare in italiano ?
Beh direi che di “decisone” si debba parlare nel caso un italiano canti in un’altra lingua. Quando un italiano canta in italiano parlerei piuttosto di “naturale processo di comunicazione”.Forse se Margot fosse stata inglese ci saremmo posti il problema.

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7 – Come vedete la scena live italiana ? Ci sono buone possibilita’ di suonare nei locali per diffondere la propria musica oppure,come molti altri, anche voi incontrate delle difficolta’ ?
Stiamo ripartendo adesso in tour dopo diverso tempo, sapremo dirtelo meglio tra qualche mese  .Oggi suonare, per una band, è’ più importante che mai, questione di vita o di morte, anche se per noi lo e’ sempre stato.Credo che oggi ci sia una richiesta smisurata da parte dei gruppi per suonare dal vivo rispetto a qualche anno fa.Allo stesso tempo decidere di fare musica dal vivo però per un locale e’ sempre una scelta economicamente infelice, probabilmente il 90% dei gestori sono ex musicisti o inguaribili romantici della fiorente scena live che fu, fanno questo mestieri per amore della musica pur andando a rimessa, quindi massimo rispetto. Vale lo stesso meccanismo di ogni business: Quanto costa farti suonare nel mio locale?quanto ritorno economico avrò?…come biasimarli.

8 – Abbiamo notato che avete molta cura dell’immagine. Un sito ben strutturato e degli ottimi video. Quanto pensate sia importante la promozione tramite i vari social ?
Ti ringraziamo per l’ apprezzamento, anche se ora quasi tutti i gruppi hanno un immagine che “spacca”. E’ un aspetto che ci piace curare nei particolari ed in prima persona. Daniele oltre che musicista è un videomaker, ha un’agenzia di comunicazione che si occupa di video,foto e grafica, ed ha curato sia la copertina del disco che tutti quanti i nostri video.
Le foto invece sono di due giovani e bravissimi fotografi (oltre che amici) : Tommaso Guermandi e Giulia Masci. Oltre ad aver fotografato noi, hanno anche realizzato i 10 scatti che troverete all’interno dell’ album, ognuno ispirato ad un brano.
Per quanto riguarda l’importanza dei social…beh direi che e’ inutile negare il fatto che siano fondamentali per veicolare la propria musica e mantenere vivo il rapporto con il proprio pubblico.
Allo stesso tempo c’e’ veramente un’offerta smisurata,difficile catturare l’attenzione e differenziarsi dalla massa senza “effetti speciali”.

Rumore Rosa Official Site

Rumore Rosa Facebook official

Consorzio ZdB Official Site

Karlo Pulici

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