“One Man One Soul” Intervista a Gerrygey

gerry_cover

L’esordio di Gerrygey come solista era da tempo nell’aria. Cantante da oltre 25 anni con esperienze a fianco anche di artisti internazionali come Bon Jovi e Ozzy Osbourne, solo per citarne due tra i piu’ famosi, da tempo componente dei Bluestouch con cui ha inciso anche il loro ultimo disco, a fine luglio ha dato alle stampe questo album dal titolo “One Man One Soul”, composto interamente da brani originali e che rappresenta un omaggio alla musica amata e diffusa dall’artista nel corso del suo percorso musicale. In primis e’ il blues che troviamo nel brano d’apertura “One man one soul”, con una intro basso e voce molto accattivante, e che ritroviamo in “Mother working” ma che non vuole essere l’elemento caratterizzante del disco. In “One man One Soul” trovate il roots reggae di “I give up”, il country gospel di “I’ve Got A Lord”, la musica americana anni ’50 di “When You’re Love”, il rock americano di “Nobody Else”, il genere Americana che ispira “Just One Time”. Ma attenzione: non commettete l’errore di pensare che e’ un disco che strizza l’occhio al pubblico e cerca di accontentare tutti. Sarebbe stato molto piu’ semplice incidere un album commerciale se si avesse avuto come obiettivo il successo facile. Gerrygey compie lo sforzo di confrontarsi con vari generi musicali regalandoci quella che e’ stata non solo la sua ma anche la nostra (o quantomeno di chi ha almeno quarant’anni) storia musicale. Senza egocentrismo, senza autocompiacimento, ben lontano da atteggiamenti da star ma con un disco che e’ ben al di sopra della media della produzione discografica “indie” italiana. Fate il possibile per ascoltarlo e l’impossibile per partecipare ai suoi concerti. Per andare ad ascoltare Gerrygey vale la pena di uscire anche se fuori diluvia o il freddo vi impigrisce sul divano.

gerry_cover_interna

Qui di seguito vi riportiamo l’intervista che abbiamo realizzato nei giorni scorsi.

Intanto ti ringrazio per avermi contattato facendomi questa intervista, ma vorrei apportare alcune precisazioni. Innanzitutto con Bon Jovi ho solo condiviso un Festival Rock ad “Acquatica” negli anni 90 dove c’erano Band Italiane e Americane “Timoria, Vm18, Tecla (dove io ero il cantante), Bon Jovi, Motley Crue…etc etc…”, mentre con Ozzy Osbourne, si, aprii un suo Concerto sempre negli anni 90 allora al Palatrussardi.

1- Dalla tua biografia si legge che sono 25 anni che ti occupi di musica professionalmente. Come ti sei avvicinato alla musica e quali sono i ricordi piu’ belli di questi anni ?

La musica è entrata a far parte della mia vita all’età di 14 anni, quando un mio amico mi fece provare la sua chitarra acustica, diventando per me una rivelazione. Cominciai a prendere qualche lezione di musica e li mi accorsi di essere portato al canto più che alla chitarra. Frequentai per due anni la scuola di canto Lirico per poi nel 1988 partire per gli States (California), approfondendo la tecnica dove rimasi per circa due anni, mantenendomi suonando in alcuni locali Italiani.

Tornato in Italia nel ‘90 fondai la mia prima Band Rock. Da li iniziai un percorso eclettico, dove mi ritrovai a cantare vari generi in diversi contesti tipo Concerti grandi, Pub, Piano Bar, Sale da Ballo, Teatri fino ad una piccola pausa durata dal 2001 (anno in cui è nato mio figlio Ivan), per poi riprendere nel 2005.

I ricordi che la musica mi ha lasciato e mi lascia sono tutti belli, comprese le cose negative che mi hanno aiutato a formarmi e temprarmi per diventare quello che sono ora.

Se proprio devo citarne uno ….. fu quando nel 1989 conobbi a San Francisco Alannah Myles, cantante canadese famosa per il suo brano “Black Velvet”… che parlando mi invitò a vedere il suo concerto, per poi invitarmi sul palco per cantare un brano insieme di John Denver “Take me home Country Road”…… fu una cosa incredibile per un ragazzino di 19 anni che si ritrovò su un palco cosi grande e davanti a cosi tante persone. Questo è il ricordo più bello e assurdo che ho della musica.

2- E’ noto che hai condiviso il palco con diversi artisti internazionali come Bon Jovi e Ozzy Osbourne. Cosa si prova e cosa rimane di questi momenti ?

Sai a 20 anni si ha la spensieratezza dell’età e non si ha la consapevolezza di quello che realmente sta succedendo, che vissuta a 40 anni avrebbe un peso più importante. Diciamo che quello che mi ha lasciato e mi lascia il condividere palchi cosi importanti con nomi altrettanto importanti è la continua stima che ripongo in me stesso e la consapevolezza di affrontare con sicurezza le mie serate.

3- Durante la tua attività hai partecipato a concerti e produzioni di vari gruppi tra cui anche i Bluestouch di cui possiamo considerarti a tutti gli effetti un membro effettivo. Come è avvenuta la scelta di dar vita a un progetto solista?

Mah, in realtà ho sempre scritto canzoni per me stesso e per altri artisti. La verità è che questo disco di 11 canzoni inedite non prevedeva la pubblicazione, ma quello che mi ha spinto a farlo è stato l’incoraggiamento di una persona a me cara (Carlo Brenna) scomparsa improvvisamente, alla quale ho dedicato l’intero CD e composto un brano in sua memoria dal titolo “Goodbye My Friend”.

090

4- Nel tuo disco ci sono due brani che almeno per noi sono stati una sorpresa. Il primo e’ “I give up”, brano reggae suonato seguendo la tradizione roots di grande impatto e l’altro, forse anche di maggiore impatto “I’ve got a Lord”, che mescola gospel e country. E’ la testimonianza della tua passione per la musica a 360 gradi ?

Decisamente si, il mio intento era quello di abbracciare vari generi che pur essendo diversi tra loro si incontrano in un denominatore comune. ONE MAN ONE SOUL, non visto come un genere ma proprio come una libertà di scelta musicale, IO DECIDO COSA VOLER SUONARE E CANTARE per me la musica non ha generi ma solo amore e passione.

5- Per la realizzazione di “One man one soul” ti sei avvalso della collaborazione di musicisti di indubbio valore. Come e’ avvenuta la formazione della band con cui hai inciso il disco e sara’ la stessa band che ti accompagnera’ nel tour ?

Ahahha grazie per la fiducia che riponi in me come musicista, ma in verità il Cd è stato suonato ed arrangiato tutto da me. Perché solo io potevo dare il sound che sentivo e che volevo trasmettere. Par il tour mi avvalgo di vari musicisti, sia italiani che stranieri.

gerry_320

6- Durante gli anni abbiamo visto che hai suonato spesso all’estero e la scorsa estate anche a San Pietroburgo oltre a qualche serata anche recente a New Orleans o Memphis. Quali sono le differenze che si notano tra suonare in Italia e all’estero ? Alcuni artisti sostengono che in Italia, nonostante vi siano molti locali che propongono musica dal vivo in realta’ la situazione e’ tutt’altro che rosea.

In realtà a San Pietroburgo non ho mai suonato, è solo il nome di un locale di Milano, comunque ho suonato quest’estate a Mosca in apertura del Concerto di Jake Owen, Artista Country del Tennessee. Devo dire che come ONE MAN ONE SOUL faccio molte serate in molti paesi stranieri (Francia, Germania, Svizzera, Austria, Spagna, e qualcosa anche in America), dove a quanto pare la mia musica è molto apprezzata.

Mi piacerebbe molto fare qualche concerto anche in Italia, ma ancora non ho avuto delle richieste … io Aspetto fiducioso … hahhaha. A parte gli scherzi, mi chiedi la differenza tra l’Italia e L’estero? Sicuramente mi farò dei nemici nel rispondere a questa domanda, ma devo comunque rispondere con tutta onestà.

La differenza che noto io nel suonare all’estero è che, tutti i locali sono attrezzati per fare i Live, l’ospitalità degli organizzatori è super, indipendentemente dal tuo essere conosciuto o meno, vieni trattato come un Professionista e non ti fanno davvero mancare niente. Il pubblico è straordinario, partecipa insieme a te, canta, balla, insomma si diverte, è li per ascoltarti veramente e questo è molto importante per chi come me fa il musicista.

Cosa molto importante a parte i Cachet decisamente molto più alti è che all’estero chi organizza Musica Live lo fa per un Valore aggiunto e non solo per guadagnare qualche soldo in più !!!!

Mentre in Italia soprattutto negli ultimi periodi, mi sono accorto che spesso i locali non sono per niente attrezzati e se lo sono spesso con attrezzature scadenti, c’è mancanza di serietà e di cultura musicale da parte degli organizzatori, c’è sempre meno affluenza da parte della gente e quei pochi che vengono ad ascoltare, in alcuni casi, o sono amici della Band o sono capitati per caso e magari della musica nemmeno sono interessati.

Poi se vogliamo parlare del cachet ….. non basta nemmeno a pagare le spese per arrivare al locale. Non voglio dare tutta la colpa agli organizzatori ed al pubblico, ma è tutto il sistema che non funziona. In Italia purtroppo l’arte in generale non è valorizzata come dovrebbe!

7- Gli appassionati di blues, soprattutto in Lombardia, ti vedono spesso come protagonista di Jam session. A nostro parere le jam stanno diventando quasi meglio dei concerti soprattutto per l’atmosfera che si respira. Sembra che in queste occasioni scompaia la rivalita’ tra i vari artisti e nella gran parte di casi si crea una specie di “fusione” tra musicisti e pubblico es tremamente piacevole. Che ne pensi ?

Beh, io sarei del parere, meno Jam e più concerti, però per i motivi citati sopra, le Jam hanno preso più piede in Italia che all’estero. Quando non sono impegnato con le mie serate mi fa piacere partecipare in maniera tale da poter salutare colleghi musicisti vecchi e nuovi, definendola un centro di aggregazione dove condividere Passione, Chiacchiere e una buona Birra !!!

gerry_306

8- Se ti offrissero la possbilita’ di aprire il concerto di un artista di chi vorresti fare da supporter ?

Senza alcun dubbio Edoardo Bennato. Sono cresciuto con le sue canzonette, sarebbe per me un sogno aprire il concerto dell’uomo che reputo uno dei primi veri “Blues Man” Italiani, non tanto per il genere ma per il suo Essere !!!

9- E per finire…ci consigli qualche artista da ascoltare tra quelli che ti sono piaciuti quest’anno ?

Parlando sempre di Blues, sono tantissimi gli Artisti da ascoltare che mi sono piaciuti quest’anno, ma se devo sceglierne uno solo indubbiamente “Tiziano Galli” (T-Rooster), artista che ha qualcosa da dire, del quale adoro il Sound, la voce e le canzoni e che considero il Number ONE nel genere. Nella sfera musicale esterna al blues consiglio un giovane artista e compositore “Luka Zotti” che si sta facendo strada portando in giro un repertorio molto interessante di inediti.

Karlo Pulici

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...