RED EYES DISCHI- DORME POCO E VIVE TROPPO

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In uno dei bar più tetri e scuri del 36016  ho incontrato le menti da cui è partito Red Eyes Dischi, ho fatto qualche domanda ad alcuni di loro per sapere cosa ha fatto nascere l’idea di un’etichetta discografica DIY, in cosa consiste la collaborazione con artisti e fotografi  e altro…

Qui l’intervista.

Come mai avete deciso di formare un’etichetta discografica DIY?

 

R: Beh una sera ero a bere con un amico e mi disse che, a suo tempo,fece un progetto esattamente come il nostro con  i CSCH che era partito con l’Agitato records, si misero così questo logo dietro e furono contattati da altri gruppi che chiedevano di fare qualcosa assieme, uscì così un progetto come questo ma dieci anni fa era una cosa molto più comune. Io ne ho parlato con gli altri dei Duvalier e mi han detto ‘Figata!’ proponendo di coinvolgere i Clay, il giorno dopo chiamai Mike e Teo

M: L’idea di fare un collettivo è un po’ la cosa più ovvia da fare per risollevare la scena…

R: Poi abbiamo sentito i Folks, dato che l’idea è di portare dentro band nuovissime e giovani, anche perché quando abbiamo iniziato noi non c’era questo tipo di aiuto

M: Siamo anche dell’idea che più le band sono giovani più c’è ancora lo spirito del ‘Do It Yourself’

R: Anche perché poi non siamo solo Band, ne abbiamo parlato anche con Brenno, che era già fotografo per i Duvalier , e il grafico di Milano che si sono aggiunti.

Non avete pensato che portando dentro fin da subito le vostre band, da fuori, ciò venisse visto come un metodo per avvantaggiarvi ?

M: L’idea del collettivo è che si collabora tra band, automaticamente aiutandosi sia nella visibilità sia nell’organizzazione.

R: No perché dal momento in cui abbiamo iniziato a fare rumore attorno a questa cosa e a  cercare band nuove, l’idea è stata quella di ricompattare la scena…Nel momento in cui arriva qualcuno di nuovo, non c’è un organismo sopra che decide ma ci becchiamo una volta al mese, con almeno uno per band, e decidiamo assieme.Ognuno porta avanti quello che faceva prima, ma all’interno del collettivo, portando così avanti tutto.

M: Siamo dell’idea che dandoci una mano a vicenda, tutti possiamo trarne vantaggio portando avanti anche la scena in generale.

Sulla descrizione dell’etichetta si parla di occhi rossi e insonnia, non richiama un po’ quello che mi avevi già detto su ‘No Sleep’ dei Duvalier?

R: Essendo un’idea che è partita dall’interno dei Duvalier, ovviamente è partita  all’interno di tutto il contesto che usiamo noi di solito. Io sono un insonne da sempre per cui è una delle cose su cui ho lavorato di più musicalmente…Poi gli occhi rossi non sono solo per l’insonnia.

 

Riguardo all’apertura del collettivo circa il genere musicale  dei gruppi, c’è veramente questa libertà o tendete più verso un genere rispetto che un altro?

M: Penso che sia una cosa aperta in tutte le direzioni basta che siano progetti abbastanza originali da avere un senso.

R: Non è un’etichetta con un genere preciso e ha come prima esigenza musicisti che si devono aiutare.

…Di sicuro non sarà mai aperta alle Tribute Band…quello è certo.

Riguardo agli artisti visivi all’interno del collettivo, la loro appartenenza  con l’etichetta in cosa si vede?

R: Matteo è con noi da ieri pomeriggio…quindi te  lo dice lui. Abbiamo fatto in modo che lavorassero tutti,  la realizzazione del logo è stata affidata al grafico di Milano, Brenno ha fatto il teaser dell’etichetta.

M: Le arti visive comunque vanno a braccetto con la musica.

Ma comunque l’arte visiva viene pubblicizzata prima in ambito musicale…

R: Tutto passa per la musica, l’idea è di un’etichetta con vari artisti che ci girano attorno.

Per far sì che l’etichetta venga conosciuta avete in programma qualche evento oltre alla campagna via Web?

M: Al momento live.

R: Stiamo contattando vari festival,principalmente estivi, per avere una giornata Red Eyes.Stiamo anche lavorando per fare dei Format.

M: Stiamo cercando varie collaborazioni diciamo…

Ma siete voi a contattare band e artisti o loro contattano voi?

M: Stanno arrivando decine di richieste, noi ci sediamo ad ascoltare e a votazione decidiamo.

R: Qualcuno lo cerchiamo personalmente perché ci interessa..

Avete intenzione di far restare l’etichetta qualcosa di locale o di estenderla?

R: La maggior parte della gente che ci contatta non è nemmeno veneta, ovvio che nel momento in cui troviamo qualcosa che ci interessa lo aggiungiamo indipendente da dove viene.Comunque stiamo parlando di band e il nostro è un  mercato che si satura velocemente e nessuna band suona solo in provincia, per cui espandersi è quasi naturale.

M: Adesso dobbiamo iniziare a remare…

 

 

Denise Brazzale.

 

 

 

 

 

 

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