ELECTRIC RUER – Regressive Rock dalla Brianza

Da quasi vent’anni sulla scena musicale indie italiana Amos Villa ha dato vita ad un nuovo progetto chiamato “Electric Ruer” sottoforma di one-man-band ed all’inizio dell’anno in corso e’ uscito il suo Ep d’esordio (con questo nome) intitolato “The Regressive Rock Of Electric Ruer”. Una manciata di brani che, come scrive l’autore , sono “Rock’n’roll music & horror comics”.

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L’apertura del disco e’ affidata a “Stramon beat”, un tuffo nel garage punk anni ’60 che trae ispirazione da 13th Floor Elevator, Count Five e gruppi simili. con la differenza che qui e’ tutto suonato in contemporanea da un solo musicista. La successiva  “Psycho country boy” mescola invece garage rock e country con un risultato molto accattivante.

“Underground river” ci trascina invece nel genere americana, chitarra ed armonica in bell’evidenza senza nulla da invidiare a molti artisti che vivono dall’altra parte dell’Oceano.

“Il Recidivo”, unico brano cantato in italiano, e’ solo divertissment rock ma piacevolissimo. Ed arriviamo a “Rocky Road of Grigna”, pura adrenalina rock proveniente dalla strada rocciosa che conduce alla Grigna, canyon in miniatura che sovrasta la Brianza. “The R.R. of the E.R.” propone suoni piu’ sporchi che ci piace immaginare nati e coltivati in qualche seminterrato oscuro ma fonte di grande ispirazione e, con tutta probabilita’, popolato dai fantasmi di musicisti rimasti nell’anonimato ma che hanno dato tanto alla storia del rock.

A chiudere questo Ep “Radio Ruera”, di nuovo sonorita’ garage mescolate a influenze country a cui vengono sovrapposti inserti di comunicati radio anni ’60. Sette canzoni che valgono decine di Deluxe Version di artisti pop che spopolano ai giorni nostri. Qui trovate tutto quello che serve per realizzare un mini album di qualita’: passione, creativita’, virtuosismo e soprattutto un’anima zeppa di rock’n’roll. Non sottovalutatelo. otrebbe diventare uno dei vostri “nuovi eroi”.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Amos e realizzato questa breve intervista.

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D) Debutto con un gruppo punk rock (Voglia Zero al 1996 al 2001) poi la svolta verso il folk rock (con i Doppia Goccia dal 2002 al 2014) per finire a dar vita al progetto one-man-band Electric Ruer. Come si è svolto questo percorso ?

R) Passare dal punk al folk o viceversa può sembrare un cambio di rotta,ma non per me,considero il rock’n’roll qualcosa che parte dalla musica rurale di Robert Johnson o Hank Williams fino al suono urbano dei Ramones e Cramps,sono sempre state due facce della stessa moneta,è la stessa musica in ambienti diversi.

D) Ci puoi spiegare la scelta del nome Electric Ruer ed il suo significato ?

R) Mi piace il suono “anglo-brianzolo” del nome, “Rùer” è un termine dispregiativo usato in brianza per indicare i rovi infestanti che spesso crescono nella “ruera” (discarica),dove i contadini vanno a buttare di tutto. Electric Rùer è il nome che uso da one man band ma è anche il nome del mostro dei miei fumetti.

D) Durante il “rodaggio” per arrivare all’Ep d’esordio, nei tuoi concerti hai proposto spesso brani rock “oscuri” ma mai dimenticati dagli appassionati come “I walk with the zombie”. Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato ?

R) Le influenze arrivano dal passato,musicisti che avevano a disposizione pochi mezzi e sono comunque riusciti a fare roba forte,tipi come Link Wray o Roky Erikson appunto. Pochi sanno chi è Link Wray ma il tema di Batman e il suono della sua chitarra è nella mente di tutti.

D) Nel tuo nuovo Ep troviamo anche il brano “Il Recidivo” che e’ l’unico cantato in italiano. Da dove e’ nata la decisione di usare la nostra lingua?

R) Canto in inglese evitando di imitare un madrelingua,ma canto anche in italiano o nel mio dialetto,la scelta è più una questione di come suonano le parole nel brano, “Il Recidivo” è nato come brano country e ha un testo più profondo,tradurlo in inglese sarebbe stato un pasticcio,mentre in “Psycho country boy” passo dal inglese al dialetto cosi come mi viene naturale.

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D) Il tuo disco e’ autoprodotto senza alcun ricorso a forme di crown funding. Quanto e’ difficile fare un disco in Italia ai giorni nostri ?

R) Posso parlare in base alla mia esperienza con l’autoproduzione e posso dire che fare un disco in modo professionale costa denaro ed impegno. La parte creativa è sempre uno spasso, ma a volte i soldi per la produzione e la stampa non sono sufficienti e devi triplicare i concerti o cercare di vendere qualche disco precedente. La promozione e la distribuzione sono in realtà il vero problema, senza l’aiuto di un etichetta o di un editore si rischia di rimanere nell’anonimato.

D) Oltre alla musica ti occupi anche di grafica e soprattutto di fumetti come risulta da varie pubblicazioni che si possono vedere sulla tua pagina Facebook ed è tuo il booklet allegato al cd. L’ispirazione ai fumetti ed alla grafica degli anni ’60 e’ una conseguenza della musica che suoni o e’ una passione indipendente da questo ?

R) Nella mia testa musica e immagini viaggiano sempre di pari passo,poi il fumetto e il rock’n’roll hanno un legame antico,sono entrambe arti popolari e spesso si sono incontrate,mi è venuto spontaneo dare un ambientazione e una sceneggiatura alla mia musica.

D) Negli ultimi anni in Italia molti locali (bar, pub etc. ) hanno “aperto” alla musica live ma ci sono pareri discordanti sulla possibilita’ di suonare del vivo. Pensi che nel nostro Paese ci siano buone opportunità per suonare dal vivo ?

R) E’ tutto piuttosto complicato,gli spazi non mancano ma nei pub le persone non sembrano molto interessate alla musica,nei club e nei festival si cerca di attirare la massa con le cover band piuttosto che dare spazio ad artisti locali ed indipendenti,cosi ci si ritrova a suonare sempre negli stessi posti. So che in Irlanda potrei suonare tutte le sere dell’anno in un pub sempre diverso e presentandomi la sera stessa ma per ora preferisco stare ancora in questa “giugla” italiana.

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D) Progetti per il futuro piu’ o meno immediato ?

R) Sto promuovendo l’Ep suonando in giro per la lombardia,spero presto di andare oltre. Ho Scritto i brani per il secondo Ep e alcuni brani li suonerò già nelle prossime date.

D) E per finire ci consiglieresti un paio di dischi che hai ascoltato di recente e che ti sono piaciuti ?

R) Di recente mi è piaciuto “Blood on the blue grass” dei Legendary Shake Shakers e “It’s the end” una raccolta dei Zakary Thaks.

Official Electric Ruer Facebook Page

Clicca qui per ascoltare “The Regressive Rock Of Electric Ruer”

Karlo Pulici

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