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A distanza di un anno  dall’ultima volta che ho parlato con i Duvalier, ho colto l’occasione di fare loro alcune domande sul  nuovo album ‘Hay Lobos’.

Ecco l’intervista.Processed with VSCOcam with b5 preset

 

Negli ultimi anni sembra che in molti si siano avvicinati a una certa corrente, diciamo, psichedelica, anche se poi il concetto stesso di psichedelia è spesso abusato e ingloba dei generi che poco o nulla c’entrano con essa, dal garage-rock allo shoegaze, e persino certe inflessioni grunge vengono prese come tali, nel vostro stile seventies quali sono poi materialmente le vostre influenze musicali acide per questo disco?
Le influenze acide e psichedeliche, per questo disco nello specifico, sono state sicuramente secondarie: non è un disco psichedelico né l’abbiamo proposto come tale. È un disco scritto e suonato da persone a cui piace la psichedelia e annessi. I dischi che abbiamo ascoltato mentre lo scrivevamo vanno dagli Stone Roses/Oasis ai lavori solisti di Jack White, dai nostri amici della scena neo-psichedelica che hai citato (come Mother Island e New Candys) al Pan Del Diavolo; qualsiasi riferimento alla psichedelia viene da quello che i DUVALIER assimilano senza che per questo ci sia una particolare volontà di esporla. D’altra parte i generi che hai citato devono molto alla psichedelia, persino il grunge, per cui certi accostamenti non ci sorprendono. (R)
Se non mi sbaglio, in questo disco rispetto a No Sleep i suoni sono più puliti, definiti e meno cupi; volendo si può dire ci sia stata una maturazione, l’avete percepita?
La maturazione l’abbiamo percepita sicuramente per quanto riguarda la gestione dei suoni e la scrittura dei brani, se è questo che intendevi dire. La pulizia e definizione dei suoni dipendono strettamente dalle necessità del pezzo, non sono sicuramente obiettivi che ci imponiamo per ogni canzone. (L)
 
Riguardo la scelta di parti di brano in Italiano -come in Auburn- non avete pensato che la lingua italiana potesse stonare con il resto della canzone?
La scelta di infilare parti in italiano in alcuni brani (o brani interi) è stata abbastanza spontanea, per motivi precisi; di certo non troviamo stoni con il resto della canzone. Se non ne fossimo stati convinti non avremmo scelto questa soluzione. (P)
 
 Ne ‘Il Vecchio Del Monte’ avete collaborato con TonylaMuerte, oltre al fatto che è vostro compagno di etichetta c’erano altri motivi che vi hanno portato a questa collaborazione? (Perchè – diciamocelo- la differenza stilistica con tutto il resto del disco c’è e si sente).
Tony ha sicuramente uno stile unico ed esterno a quello del disco, ma il nostro arrangiamento sta particolarmente bene con il resto dell’album. Noi siamo da sempre suoi fan, ed è stato il primo passo verso una collaborazione (il suo ingresso in etichetta è stato successivo) che funziona molto bene. (L)
 
Se penso al Veneto vostro affine, mi vengono in mente gruppi come SuperTempo o New Candys, credi che sia un azzardo parlare di una scena in tal senso?
La scena c’è ed è una di quelle più in salute nel territorio. Come tutti i revival c’è sempre il rischio di fossilizzarsi nella continua riproposizione di cose già fatte, intanto auguriamo il meglio ai ragazzi perché è musica che ci piace e che seguiamo. (L)
 
La storia recente ha visto contrapporsi, come modello sia estetico che etico, due band americane, ovvero i Dandy Warhols e i Brian Jonestown Massacre che, partiti da una serie di obbiettivi comuni si sono poi completamente scisse un po’ come un tempo fu per Beatles e Stones. Partendo dal presupposto che voi sappiate di che cosa sto parlando, con quale delle due vi ritenete più affini e perché?
Ricordo perfettamente quando ti ho passato BJM e Dandy Warhols, per cui sì, so di cosa ci stai parlando. Tralasciando il fatto che il paragone con la finta diatriba tra Stones e Beatles non regge, se dobbiamo scegliere uno dei due sicuramente prendiamo i Dandy, uno dei gruppi che ci ispirano da sempre (più nel periodo NO SLEEP che HAY LOBOS). D’altro canto l’approccio totalmente folle alla scrittura di Anton dei BJM è qualcosa che ho sempre ammirato. (R)
 
Spesso venite associati ai Black Rebel Motorcycle Club, forse anche solo per via della line-up a tre, ma siete decisamente meno caciaroni di loro, quanta importanza ha per voi la melodia/pulizia nella realizzazione di un brano?
Loro sono sicuramente la band che ha lasciato maggiormente il segno nei DUVALIER, per cui qualsiasi paragone con loro per noi è una lusinga. Cosa intendi esattamente con caciaroni? Sono più bravi, puliti nei suoni e seri di quanto lo siamo noi, quindi non sappiamo bene cosa risponderti.
La ricerca melodica è sempre il primo nostro riferimento nella stesura dei brani, non ci dispiace scrivere pezzi orecchiabili. Come già detto riguardo la pulizia dei suoni, lo consideriamo uno step secondario e non necessariamente legato all’aspetto melodico della canzone. (P)
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