Pete Doherty e la magia del Bataclan a Parigi

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A distanza di un anno dall’attentato terroristico avvenuto al Bataclan in Francia, riaprono gli eventi, riprende vita un piccolo angolo per la musica di Parigi , l’unica arma che può vincere ogni strage senza uccidere nessuno.

A ridargli vita è Pete Doherty, cantante e frontman dei Libertines e dei Babyshambles, un’icona della musica britannica, il poeta maledetto nel suo tour solista, accompagnato da Jack Jones (frontman dei Trampolene), porta il Bataclan sold out con uno spettacolo che senza nessun dubbio conferma a tutti gli effetti che Pete Doherty è tornato, ancora più carico e brillante del periodo precedente alla sua pausa dai palchi del mondo.

Ad aprire il live è il suo singolo, estratto dall’album che dovrà uscire il 2 dicembre “Hamburger Demonstrations”, “I Don’t Love Anyone (But You’re Not Just Anyone)”, il pubblico, vasto formato da diverse generazioni, è già impazzito, una fusione di voci ed energie per la stessa canzone, per la stessa motivazione: condividere una delle forme d’arte più belle in completa pace, contro ogni forma di violenza.

Pete è in forma, la sua genialità non solo come musicista ma come artista che incarna un’ideologia stilistica ben definita, pervade tutto il Bataclan, fino a entrarti in testa, a rimbombare nella testa, fino a farti venire la pelle d’oca.
Si muove sul palco perfettamente ed il sound acustico scelto per le sue canzoni, con la nuova formazione del tour, è senza difetto.
Da “Last Of The English Roses” a “You’re my Waterloo” fino ad arrivare a “Killamangiro”, la scaletta varia dal repertorio dei Libertines a quello dei Babyshambles, e tra una canzone e l’altra Pete lancia dal palco aste dei microfoni, la sua chitarra elettrica e tutto quello che si trova davanti, eccitando ancora di più il pubblico.

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E’ tutto magicamente perfetto ma chi conosce Pete Doherty, chi l’ha seguito in questi ultimi dieci anni, lo sa: dove c’è Pete deve esserci anche il colpo di scena, il momento in cui inevitabilmente dici a te stesso “No, non ci posso credere”.
E oltre a metà della scaletta quel momento è arrivato, sul palco sale Carl Barât (Libertines) e se prima il pubblico era carichissimo ora è totalmente impazzito.
Forse il vero live di Pete inizia ora, con Carl Pete cambia espressione, ci regala un enorme sorriso, lo abbraccia  e lo ringrazia sulle note di “Albion”.

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Sul palco Doherty ricorda il suo amico Alan Wass e ringrazia tutti i fans del calore che gli trasmettono e di essere lì ad ascoltarlo.
Un concerto con la C maiuscola, superando ogni più alta aspettativa, al Bataclan Pete ha ricordato a tutti cosa può fare sopra un palco e per tutti quelli che storcevano il naso, sicuramente dopo il Bataclan, si dovranno ricredere.
Il live si conclude con “Fuck Forever”, tutti i membri del gruppo con addosso la bandiera francese, salutando e ringraziando il pubblico, e tra il fumo e le luci del palco Pete esce di scena, lasciando ancora una volta, un ricordo bellissimo a tutte le persone che quella sera hanno deciso di spendere una notte con uno dei musicisti più grandi e geniali dell’ultimo decennio.
E non posso che consigliare a tutti quelli che credono nella musica, di prendersi un giorno della loro vita e andare a sentire Pete Doherty e sicuramente tutti, un giorno, avremmo una  notte magica da raccontare.

 

Articolo di Isabella Ferrari
Ph Gallery di Luca M. Animali

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