In memoria di Townes Van Zandt

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Una grande festa collettiva in ricordo del cantautore americano Townes Van Zandt, di cui quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della morte, e degli altri artisti che hanno gravitato intorno a lui. Questa in sintesi l’essenza del “Townes Van Zandt Festival”, giunto alla 13a edizione e che ha visto la partecipazione di una trentina di artisti sul palco del Teatro Sacro Cuore di Figino Serenza (Co) per un concerto durato circa tre ore e mezza.

L’apertura della manifestazione e’ stata affidata a Richard Lindgren, cantautore svedese piuttosto noto in Italia, con una cover di “Heavently Houseboat Blues” a cui ha fatto seguito “Let’s Go To Como” tratta dal suo recente album “Malmostoso”.

Il livello qualitativo dei partecipanti e’ stato come sempre di alto livello partendo dal bluesman sardo Francesco Piu (con “Brand New Companion”) per passare ai Lonesome Picking Pines, a Stroszek, Paolo Pieretto, Stefano Barotti (con una cover di “Come Tomorrow” tradotta in italiano), Roberta Finocchiaro, Beatrice Campisi e Sulutumana.

Paolo Ercoli (omnipresente sul palco con il dobro) in duo con Claudia Buzzetti ha presentato invece un’ottima cover di Steve Earle “Forth Worth Blues”. Molto accattivante anche la cover di Greg Trooper (scomparso nelle scorse settimane) dal titolo “Meaning of Cristhmas”, tradotta e cantata in italiano da Andrea Parodi per l’occasione”.

Sul finire del concerto viene lasciato spazio ad artisti internazionali come il francese Eddy Ray Cooper (“Big Country Blues”), Paul Henriksen, songwriter norvegese che ha proposto anche un brano dal sul ultimo lavoro discografico, Jaime Michaels e Jono Manson.

Dopo un breve intermezzo con Max De Bernardi e Veronica Sbergia il palco e’ stato affidato a Luigi Grechi De Gregori con un brano in memoria di Guy Clark (anch’egli scomparso nel 2016) ed una delle canzoni piu’ famose di Van Zandt “Pancho & Lefty” a cui ha fatto seguito la performance di Bocephus King.

E la conclusione del concerto, come da tradizione, non poteva che vedere il palco gremito da tutti gli artisti partecipanti al Festival per l’interpretazione collettiva di “Dead Flowers”.

Da non trascurare la serie di aneddoti raccontati da Alessio Brunialti durante la presentazione degli artisti e l’organizzazione impeccabile assicurata come sempre dalla Pomodori Music e da Andrea Parodi. Appuntamenti come questi non si possono proprio perdere.

Karlo Pulici

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