Intervista: Giorgieness

giorgieness

E’ quasi passato un anno dall’ uscita di La Giusta Distanza, se dovessi fare un bilancio come riassumeresti questo periodo?

Sicuramente è stato il periodo piu’ particolare e intenso della mia vita. Siamo attivi dal 2011 e abbiamo affrontato ogni esperienza step by step, ogni anno è sempre andata meglio, non sapevamo cosa aspettarci dal primo album ma le date live sono andate molto bene, sono molto contenta e ho bellissimi ricordi di ogni momento trascorso.

L’ album é molto personale e introspettivo rispetto alla scelta del titolo. Mantenere La Giusta Distanza è un obiettivo utopico oppure una consapevolezza maturata con la stesura dei brani?

Io credo sia una sorta di status quo ma sicuramente si può imparare un metodo per vivere intensamente le cose per poi prendere le distanze e capirne il senso. Non è facile, bisogna ricalibrare di volta in volta e lavorarci.

Hai dichiarato che il testo di Io torno a casa é uno dei più tristi dell’album nonostante la melodia gioiosa. Il video ufficiale riassume momenti della tua vita on the road.  E’ quest’ultima attualmente la realtà a te più familiare?

Assolutamente sì, la realtà più familiare in questo momento è il furgone visto le numerose date dal vivo e il cambio inquilini al quale sto assistendo a casa. Parlando invece della canzone, il testo racconta di due persone che si lasciano ma ad un certo punto bisogna prendersi anche un pò in giro. Il video rappresenta un ritorno alla vita, soprattutto quando si interagisce con gli altri, c’è tanto tempo per essere tristi quando si è da soli.

La tua è un’ intensa attività live, dal vivo qual è  l’ aspetto che ti coinvolge maggiormente?

Dal vivo non riesco a suonare le canzoni sempre nello stesso modo e apprezzo il fatto di sentirle ancora mie nonostante vengano proposte da tanto tempo. Rimango ancora colpita quando vedo il pubblico cantare le nostre canzoni e la gioia sui loro volti perché rappresenta una conferma e uno stimolo per andare avanti in un ambiente non sempre facile.

La Giusta Distanza era presente tra i finalisti del Premio Tenco 2016 nella sezione Opera Prima. Che effetto ti ha fatto e che idea ti sei fatta della nuova scena cantautoriale italiana?

Intanto vorrei sfatare questo mito dei giovani, ormai siamo tutti grandi. Vedevo recentemente un’ intervista degli Zen Circus in cui sfatavano anch’ essi questo mito, in fondo sono vent’ anni che vive la scena indipendente italiana. Comunque io ci credo molto, a mio avviso sono molti gli artisti che stanno esprimendo qualcosa di personale. Per esempio in questi giorni è uscito il disco di Vasco Brondi al quale ho partecipato ai cori, nonostante non ci conoscessimo bene. E’ stato molto bello unire delle realtà così diverse, dopo anni in cui pensavo che ognuno guardasse al suo orticello, ci si è accorti invece nel nostro ambiente che lo scambio è la cosa più importante.

Ci potresti raccontare l’idea dalla quale nasce il video di Come se non ci fosse un domani e cosa ti piacerebbe fare oltre la musica se non ci fosse realmente un domani?

Non c’era stata l’ occasione di discutere preventivamente con il regista sul tema del video ma ho scoperto poi piacevolmente che avevamo sviluppato la stessa idea. Il video riassume in maniera anche narcisista il tema dell’ essere schiacciati da sé stessi e anche la presunzione che agli altri interessi quello che tu vivi che secondo me è alla base dello scrivere. In fondo se non si crede in primis alle proprie potenzialità a questi ultimi non puoi arrivare.

Se non ci fosse un domani aprirei un ciringuito a Cuba! (risate…) Scherzo, non voglio pensare ad altro oltre alla musica perché se decidessi per un piano B significherebbe non credere più in questo progetto.

Alla fine di questa serie di date del tour tornerai in studio? Hai già composto del nuovo materiale?

Sì, sto lavorando tanto e non nego sia difficile questa volta. Mi sto confrontando con la pressione degli altri, con me stessa, non voglio rinchiudermi nella comfort zone e produrre un album simile al primo  perché non mi rappresenterebbe più, non ne sarei soddisfatta. Sto cercando di guardarmi dentro, vivo con la chitarra in mano e scrivo, abbiamo già programmato le date in studio e speriamo di pubblicare un singolo prima dell’ estate.

 

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