INTERVISTA: HESANOBODY

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Ciao Gaetano, benvenuto sul nostro sito. Prima di tutto ci spiegheresti la scelta del tuo nome d’ arte?

Ciao e grazie! La scelta è molto semplice ed è nata da una delle domande che chiunque prima o poi si pone, o si dovrebbe porre, nel corso del suo percorso: chi sono io? Sono uno qualunque, un nessuno. Così “He’s a nobody” è diventato dapprima l’acronimo HAN (come omaggio all’Han Solo di Star Wars) e poi semplicemente Hesanobody.

Il tuo nuovo EP  The Night We Stole the Moonshine presenta un sound molto più elettro-sperimentale rispetto agli intrecci elettro-pop del tuo precedente lavoro. Come ti sei approcciato alla sua composizione?

Sicuramente questo lavoro in diversi episodi mi ha avvicinato a mondi a me distanti per background, ma che sto cercando di approfondire e che mi affascinano da morire. Sia l’intro 4 Wishes che Mourning The Ghost presentano infatti sfumature di black music, oltre che un evidente uso di auto-tune e vocoder. Tutta roba che in realtà va molto di moda da qualche anno a questa parte, ma che non vedevo l’ora di poter reinterpretare a modo mio. La differenza sostanziale tra il primo EP e questo The Night We Stole The Moonshine sta nell’approccio di collaborazione totale durante la composizione. Mentre The Need To Belong è stato sviluppato tutto nella solitudine della mia cameretta, questa volta in alcuni episodi sono partito da abbozzi strumentali o beat dei producer per poi costruirci sopra le mie canzoni.

Il tuo trasferimento a Milano ha in qualche modo influenzato questo processo innovativo?

In realtà no, anche The Need To Belong è stato scritto in parte a Milano. L’influenza principale è stata semplicemente l’annata appena trascorsa, piena di svolte e cambiamenti nella mia routine e nella mia persona.

Ascoltando i brani mi è tornata in mente anche la scena musicale britannica anni ’80, comunque un sound internazionale, come trova il tuo progetto una locazione nella scena musicale italiana?

Credo che una delle più belle notizie provenienti dalla scena musicale indie italiana sia proprio la crescente espansione e varietà dell’offerta. Si guarda molto di più alla scena internazionale, si cerca di captare quello che sta succedendo in giro per il mondo e si sta perdendo in molti casi quel tipo di auto-referenzialità che a mio avviso è il peggior male che può contrarre una scena artistica.

Il brano Cliché vede la partecipazione dei calabresi Remain, che cosa ci puoi raccontare del brano e di questa collaborazione?  

Come accennavo prima, Cliché è proprio uno degli episodi nati da uno sketch dei producer e non da una mia composizione. I REMAIN sono un collettivo di DJ della mia città natale, Reggio Calabria, oltre che miei amici e mentre stavamo lavorando a dei remix di alcuni miei brani, ci siamo ritrovati a spulciare un po’ i loro archivi. C’erano diverse idee interessanti, ma l’attenzione è stata subito catturata da un beat di una trentina di secondi dalle atmosfere vicine a Wicked Game di Chris Isaak. Da lì Cliché è nata con una naturalezza impressionante. Ho scritto la melodia e il testo in pochi giorni, una delle esperienze di scrittura più gratificanti ad oggi, soprattutto grazie al continuo supporto dei tre REMAIN.

Nel video della tua partecipazione al Sofar Sound Brescia sembra trasparire la volontà di presentare un live intimo e minimale. Con un sound attuale più elettronico, che cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi live?

Il Sofar è stata un’esperienza straordinaria, dove le canzoni erano le protagoniste assolute e il pubblico ricettivo come mai mi era capitato. Seppur ben prestandosi a quel tipo di situazione intima e minimale, la mia volontà è quella di sfruttare il set acustico solo per poche “speciali” occasioni e proporre come portata principale un live elettrico ed elettronico.

Puoi svelarci qualche anticipazione sui tuoi prossimi impegni anche in vista dell’ estate?

A breve annuncerò le prime date live, alle quali spero se ne andranno ad aggiungere molte altre. Ci sono diverse apparizioni promozionali in programma e la volontà di pubblicare anche qualche supplemento all’EP. Ne saprete di più presto, seguendo i vari profili social!

Questo è tutto, grazie per l’intervista e alla prossima occasione.

A presto!

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